Sanità

Al P.O. Cardarelli di Campobasso intervento endoscopico salvavita su un paziente di 80 anni.

Pubblicato: 02-11-2026 - 60
Al P.O. Cardarelli di Campobasso intervento endoscopico salvavita su un paziente di 80 anni. Sanità

Al P.O. Cardarelli di Campobasso intervento endoscopico salvavita su un paziente di 80 anni.

Pubblicato: 02-11-2026 - 60


La tecnica utilizzata, denominata drenaggio ecoendoguidato della colecisti (EUS-GBD), consente, attraverso un endoscopio introdotto dalla bocca, di posizionare una speciale protesi metallica che permette il drenaggio del materiale infetto direttamente nell'intestino, senza incisioni chirurgiche esterne.

CAMPOBASSO. L’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, diretta dal Dott. Gianfranco Cammilleri, segna un ulteriore ed importante passo. Nei giorni scorsi, infatti, è stata eseguita una complessa procedura di drenaggio della colecisti su un paziente di 80 anni affetto da una grave infezione (sepsi) e considerato ad alto rischio per un intervento chirurgico tradizionale. Ad occuparsene, affiancato da uno straordinario team, il Dott. Felice Molinario che ha spiegato come “nei pazienti con grave infezione della colecisti, soprattutto quando questa determina una condizione di sepsi, è fondamentale intervenire rapidamente per controllare la fonte dell'infezione. Tuttavia, nei soggetti anziani o affetti da importanti patologie, l'intervento chirurgico tradizionale può comportare rischi troppo elevati. In questi casi, l'ecoendoscopia interventistica rappresenta una preziosa alternativa terapeutica, potenzialmente salvavita”.



La tecnica utilizzata, denominata drenaggio ecoendoguidato della colecisti (EUS-GBD), consente, attraverso un endoscopio introdotto dalla bocca, di posizionare una speciale protesi metallica che permette il drenaggio del materiale infetto direttamente nell'intestino, senza incisioni chirurgiche esterne.L'intervento è stato completato in circa venti minuti, in sedazione profonda e senza necessità di intubazione tracheale, un aspetto particolarmente significativo considerando l'età e le condizioni cliniche del paziente.Si tratta di una procedura di elevata complessità che richiede competenze specialistiche avanzate e una stretta collaborazione tra endoscopisti, anestesisti e personale infermieristico.L'intervento rappresenta uno dei risultati del percorso di sviluppo dell'ecoendoscopia diagnostica e terapeutica implementato presso l'Ospedale Cardarelli a partire dal gennaio 2026, con l'ingresso in servizio proprio del Dott. Felice Molinario che, in dieci mesi, ha eseguito circa 150 procedure eco endoscopiche, contribuendo ad ampliare significativamente l’offerta per i pazienti molisani.



Accanto alle ecoendoscopie diagnostiche, fondamentali per lo studio delle patologie del pancreas, delle vie biliari e dell'apparato digerente, sono state introdotte e sviluppate procedure terapeutiche avanzate, tra cui:



Drenaggio ecoendoscoguidato della colecisti, per il trattamento di pazienti con gravi infezioni non candidabili alla chirurgia.



Drenaggio di pseudocisti pancreatiche, ovvero raccolte di liquido che possono formarsi in seguito a processi infiammatori del pancreas.



Drenaggio ecoendoscoguidato delle vie biliari, per risolvere ostruzioni che impediscono il normale deflusso della bile.



Gastroenteroanastomosi ecoendoscoguidata, una procedura che consente di creare un collegamento tra stomaco e intestino per superare ostruzioni digestive, spesso di origine tumorale, evitando in pazienti selezionati interventi chirurgici maggiori.



Tale disponibilità, presso il Cardarelli di Campobasso, costituisce un'importante opportunità per i cittadini molisani, che possono accedere sul territorio regionale a trattamenti specialistici complessi, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture sanitarie di altre regioni.



Fondamentale, a tal proposito, il coordinamento clinico e organizzativo del Dott. Cammilleri. “L'attività dell'Unità Operativa – ha rimarcato il Primario - comprende numerose procedure endoscopiche diagnostiche e operative, tra cui la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), utilizzata principalmente per trattare le ostruzioni delle vie biliari e pancreatiche, rimuovere calcoli e posizionare protesi. Tra le tecnologie impiegate figura anche il sistema SpyGlass, una microtelecamera che permette di esplorare direttamente l'interno delle vie biliari, individuare con precisione eventuali lesioni, effettuare biopsie mirate e trattare calcoli particolarmente complessi. Un insieme di prestazioni che testimonia il livello di specializzazione dell'équipe e l'impegno nel garantire ai pazienti percorsi diagnostici e terapeutici sempre più completi”. Un ruolo determinante nell'esecuzione di queste procedure è svolto, poi, dall'équipe di Anestesia e Rianimazione, diretta dal Dott. Vincenzo Cuzzone. La collaborazione tra endoscopisti e anestesisti consente di affrontare interventi complessi anche in pazienti particolarmente fragili, attraverso un'attenta valutazione del rischio e la scelta della tecnica di sedazione o anestesia più appropriata per ogni singolo caso.



L'ultimo intervento, effettuato in sedazione profonda senza intubazione tracheale, rappresenta un esempio concreto dell'importanza di questa collaborazione multidisciplinare, finalizzata a garantire le migliori condizioni possibili di sicurezza durante l'intera procedura.Accanto alle competenze mediche, infine, un contributo essenziale è assicurato dal personale infermieristico dell'Endoscopia Digestiva, coordinato dal Dott. Nicolino La Fratta. La preparazione delle apparecchiature, la gestione dei dispositivi endoscopici avanzati e l'assistenza durante le procedure richiedono professionalità, esperienza e una stretta collaborazione tra tutti i componenti dell'équipe. Il lavoro quotidiano del personale infermieristico costituisce pertanto un elemento indispensabile per garantire qualità, efficienza e sicurezza, soprattutto nell'ambito delle procedure interventistiche di maggiore complessità.


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