«A questo punto un nuovo palcoscenico istituzionale allestito in extremis offenderebbe l'intelligenza dei cittadini. I 654 milioni vanno valorizzati con le 4 corsie (Categoria B) e opere in sotterraneo. Basta rincorse e finti tavoli: la tutela del Molise richiede serietà, visione e rispetto».
Assistiamo in queste ore all'ennesimo tentativo e proposta di uno stucchevole palcoscenico politico allestito a giochi fatti: si invocano tavoli tecnici con la Regione e si agitano bandierine proprio nell'ultimo giorno utile della consultazione pubblica. Una messinscena che non solo arriva fuori tempo massimo, ma offende apertamente l'intelligenza dei cittadini, chiamati a subire la solita retorica di chi promette concertazione quando i termini procedurali sono ormai esauriti. Analiticamente, il percorso istituzionale seguito finora da Regione e Comuni evidenzia tre responsabilità ineludibili:
La Regione sapeva e aveva il dovere di vigilare: L'opera nasce con risorse pubbliche e intese istituzionali dirette (inclusi i 100 milioni FSC del 1° lotto). La Regione Molise è stata coinvolta fin dall'origine e non è uno spettatore occasionale: aveva la responsabilità diretta di controllare la qualità del progetto ANAS e pretendere fin dal primo giorno gli standard di Categoria B a 4 corsie.
Il dovere mancato di informazione e raccordo verso i Comuni: La Regione non ha attivato la necessaria funzione di guida del territorio, lasciando gli enti locali privi di un coordinamento preventivo nei mesi in cui il piano prendeva forma, per poi riproporre la solita formula dell'invocazione di un tavolo regionale all'ultimo minuto.
La consapevolezza degli enti locali e l'alibi dell'ora X: I Comuni interessati erano perfettamente a conoscenza dell'iter e delle tempistiche della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Chiedere un tavolo di concertazione oggi serve solo a cercare un alibi formale per evitare di testimoniare le responsabilità di chi non ha difeso il proprio territorio nelle sedi e nei tempi opportuni.
In data 30 ottobre, in qualità di Segretario Generale della FIALC CISAL Molise, ho scelto di non prestare il fianco a questa dinamica di rincorsa e come annunciato da tempo, di andare dritti al punto, depositando ufficialmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) – e per conoscenza ad ANAS S.p.A. – le nostre osservazioni formali sul Progetto del collegamento tra la Variante di Venafro e l'Autostrada A1 (PFTE cod. CB402). Come Sindacato abbiamo promosso a più riprese, in questo mese, un invito accorato a tutte le istituzioni ed enti locali per unire le forze e costruire una posizione unica e forte, facendo sintesi nell'esclusivo interesse del futuro del nostro territorio, della salute, dei giovani, della sanità e del lavoro. Registrata la mancata adesione a questa visione unitaria, abbiamo presentato al Ministero un'analisi tecnica solida e inattaccabile, basata sui rilievi del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP) del 10 aprile 2026.
Le nostre richieste fondamentali al Ministero: Tutela del finanziamento e passaggio a 4 Corsie (Categoria B): Difendiamo fino all'ultimo centesimo l'intero finanziamento di 654,75 milioni di euro (compresi i 100 milioni FSC del 1° lotto). Pretendiamo tuttavia che queste risorse vengano spese bene, realizzando un'arteria a 4 corsie con spartitraffico centrale. Una strada a sole 2 corsie nasce già vecchia, presenta un rapporto Costi-Benefici estremamente fragile (1,08) e non è in grado di attrarre il traffico pesante da Napoli e dal Mezzogiorno, che continuerà a preferire l'uscita di Caianello.
La "Corsia della Salute" per i soccorsi verso la Capitale: Il collegamento con la A1 è la rotta salvavita per le emergenze sanitarie del Molise. I trasferimenti dei pazienti verso i grandi centri ad alta specializzazione di Roma e Napoli non possono restare ostaggio di una strada monocarreggiata a 2 corsie, a rischio blocco continuo per incidenti o cantieri.
Gallerie sotterranee a Roccapipirozzi: Per evitare uno sfregio paesaggistico inaccettabile derivante da viadotti in superficie alti fino a 35 metri (pari a palazzi di 10 piani) nella piana di Sesto Campano e Roccapipirozzi, chiediamo la massimizzazione del tracciato in galleria sotterranea. Rilancio del Polo Industriale di Venafro e Pozzilli: Soltanto un'infrastruttura moderna e ad altissima visibilità logistica può fermare il declino industriale, attrarre capitali e creare lavoro vero per i nostri giovani.
La FIALC CISAL non chiede rallentamenti né tantomeno tagli: noi pretendiamo che le ingenti risorse destinate a questa terra vengano usate con intelligenza ed efficienza. Il Molise e l'Alto Casertano meritano un'opera moderna, sicura e proiettata nel futuro. Con questo spirito di servizio, di responsabilità sociale e con rigore tecnico — per il quale ringrazio di cuore i professionisti e i cittadini che hanno lavorato al nostro fianco perché tengono davvero al proprio territorio —, abbiamo messo a disposizione del Ministero il nostro contributo. Le cose giuste si fanno nei tempi giusti e con le competenze adeguate, prima che sia troppo tardi.
Antonio Martone
Segretario Generale FIALC CISAL Molise