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Campobasso: la dottoressa Anna Maria Marrese ha presentato ieri il volume "L'intelligenza artificiale al fianco del terapeuta".

Pubblicato: 30-09-2025 - 2041
Campobasso: la dottoressa Anna Maria Marrese ha presentato ieri il volume "L'intelligenza artificiale al fianco del terapeuta". Sociale

Campobasso: la dottoressa Anna Maria Marrese ha presentato ieri il volume "L'intelligenza artificiale al fianco del terapeuta".

Pubblicato: 30-09-2025 - 2041


Una guida utile e consapevole al fianco del terapeuta

CAMPOBASSO. Presentato nel pomeriggio di ieri presso la sede dell'Ordine degli psicologi di Campobasso il volume scritto dalla dottoressa Anna Maria Marrese dal titolo "L'intelligenza artificiale al fianco del terapeuta". Una guida essenziale per psicoterapeuti curiosi e scettici. 



ESTRATTO DEL VOLUME

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata con forza in molte dimensioni della nostra vita quotidiana, sollevando curiosità, entusiasmi e timori. Come psicoterapeuti, siamo chiamati a interrogarci sul suo impatto anche nel nostro campo. Può un algoritmo affiancarci nel lavoro clinico? E in che modo farlo senza snaturare la centralità della relazione terapeutica?



La tesi di questa guida è chiara: l’AI non sostituisce il terapeuta, ma può diventare un supporto prezioso se usata con consapevolezza. Non è uno strumento che fornisce risposte cliniche definitive, ma una risorsa che accelera alcuni processi pratici, stimola riflessioni, offre spunti creativi e favorisce l’organizzazione del lavoro.Gli esempi concreti lo mostrano: l’AI può chiarire concetti psicologici in forma semplice, proporre tecniche generiche di gestione dell’ansia o persino creare metafore utili da adattare al linguaggio del paziente. Questi spunti, se filtrati e rielaborati dal terapeuta, diventano strumenti clinici vivi. Se invece vengono presi come “verità assolute”, rischiano di ridursi a risposte manualistiche, prive di profondità e di contesto. L’uso dell’AI ci obbliga inoltre a riflettere sul nostro ruolo professionale. Il rischio di personificazione – di percepire la tecnologia come “gentile, paziente, presente” – ci richiama alla necessità di mantenere una cornice critica. Come ricorda Bateson, la mappa non è il territorio: le risposte dell’AI non sono la realtà, ma rappresentazioni parziali da maneggiare con discernimento.In questo senso, la sfida è più culturale che tecnica. Già Aristotele ci metteva in guardia: la vita umana non può essere affidata a una scienza esatta, ma alla saggezza (phronesis).La guida invita dunque i terapeuti a esplorare con curiosità e senso critico questo nuovo alleato, ricordando che la tecnologia è tanto più utile quanto più rimane al servizio della relazione terapeutica e della saggezza clinica.


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