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Luciano Zauri a cuore aperto: l'amore dei tifosi, il caffé con il custode e il magazziniere e la rivelazione sul "figlioccio"

Pubblicato: 11-09-2026 - 455
Luciano Zauri a cuore aperto: l'amore dei tifosi, il caffé con il custode e il magazziniere e la rivelazione sul "figlioccio" Sport

Luciano Zauri a cuore aperto: l'amore dei tifosi, il caffé con il custode e il magazziniere e la rivelazione sul "figlioccio"

Pubblicato: 11-09-2026 - 455


Il retroscena sull'addio al Campobasso, il rapporto viscerale con la piazza, i caffè col magazziniere e con il custode del campo, la rivelazione sul suo 'figlioccio': l'ex tecnico rossoblù si racconta senza filtri tra rimpianti, ricordi indelebili e uno sguardo al futuro

​CAMPOBASSO — Lucidità, analisi e uno sguardo sempre rivolto al campo. Luciano Zauri si racconta senza filtri in un’esclusiva concessa a La Casa di C, ripercorrendo i momenti chiave della sua ultima esperienza, il divorzio dai rossoblù e le prospettive future.





​"Il discorso principale è che ho appena concluso una stagione e il primo passaggio è rianalizzare quello che è successo. Cosa è andato bene, cosa meno: l'importante è restare lucidi. Questo è un periodo che affronto con imparzialità: poi inizia il campionato e in un attimo si riparte. Sicuramente ne approfitto per guardare tutte le categorie: spezzettato com'è il calcio televisivo si riesce a seguire qualunque cosa. A Campobasso avevo un rinnovo automatico in caso di playoff, che ho lasciato lì sul tavolo. Non c'erano i presupposti per andare avanti: a fine campionato, dove si stava concretizzando un piccolo capolavoro grazie anche al contributo del DS Figliomeni, nell'ultima chiacchierata con il presidente non abbiamo trovato un accordo per lo staff, la cosa più importante per qualunque allenatore. Ho quindi preferito fare un passo indietro: un grande dispiacere per quello che avevamo creato. Giovani lanciati, classifica, vittorie in stadi prestigiosi come il Curi di Perugia...ma il calcio è anche questa cosa qui. Lavoro, non solo passione. La connessione creata con i tifosi. Perché quella cavalcata è nata sulle macerie della passata stagione, ma ha fatto crescere tutti. Il tifo, lì, è qualcosa di unico. E conservo ricordi di tutti: dal custode del campo al magazziniere con il quale prendevo il caffé di mattina. I risultati sono stati una conseguenza e hanno fortificato il rapporto. Non dimentico neanche il rapporto instaurato con i giocatori, basato sul rispetto e sul confronto continuo. Da questo presupposto le cose belle sono arrivate in automatico. Mi piaceva parlare con loro e apprendere, poi si scendeva in campo e si andava forti. Gala è quello che è cresciuto di più. Ci sono molto legato, è un mio figlioccio. Ogni stagione è a sé, c'è sempre bisogno di resettare nonostante la base della passata stagione sia rimasta solida. Mangia è un ottimo allenatore e lo dimostrerà anche in Molise. Siamo agli inizi, serve sistemare le cose, ma il gruppo è ottimo e composto da ragazzi speciali".


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