“L’aggiornamento del Codice Penale con un capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare rappresenta un progresso fondamentale per contrastare efficacemente le frodi nella filiera alimentare, tutelando produttori e consumatori, prestando particolare attenzione alle denominazioni di origine Dop e Igp, molte delle quali presenti anche nella nostra regione”. Ad affermarlo è il Presidente di Coldiretti Molise, Claudio Papa, commentando la conversione in Legge del DDL sui reati agroalimentari, avvenuta nei giorni scorsi dalla Camera. Una svolta decisiva, nella tutela delle eccellenze di una filiera agroalimentare estesa come quella italiana che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop Economy la sua espressione più avanzata.
Secondo l’ultimo Rapporto elaborato da Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio agromafie il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nel giro dell’ultimo decennio. Per questo Coldiretti esprime soddisfazione anche per la nuova disciplina che irrigidisce le sanzioni amministrative contro chi viola le regole su etichettatura, indicazione dell’origine, elenco degli ingredienti e uso improprio delle denominazioni.
“Si tratta – spiega il direttore regionale di Coldiretti, Aniello Ascolese - di un passaggio coerente con la storica battaglia dell’Organizzazione per rendere obbligatoria l’origine su tutti i prodotti europei e smascherare quei casi di italian sounding che l'inganno del Codice Doganale consente, trasformando con un’ultima lavorazione un prodotto estero in un falso Made in Italy agli occhi del consumatore”.
Coldiretti esprime pertanto il proprio ringraziamento al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, per il coraggio nel sostenere e portare a compimento un provvedimento atteso da dieci anni, ispirato alle proposte della cosiddetta “Legge Caselli”, da sempre sostenuta dalla principale organizzazione agricola italiana ed europea attraverso il lavoro portato avanti dalla Fondazione Osservatorio Agromafie di cui lo stesso Caselli è il presidente del comitato scientifico fin dalla sua costituzione.