"Per quanto riguarda la tifoseria, posso solo esprimere gratitudine e orgoglio: riceviamo continuamente complimenti per il loro comportamento e per il sostegno che garantiscono ovunque. Sono straordinari, il nostro dodicesimo uomo in campo, e li ringrazio personalmente perché non hanno mai fatto mancare il loro apporto alla squadra. Lo sciopero rientra nel credo e nelle posizioni che il mondo ultras porta avanti da sempre, ed è giusto rispettare le loro convinzioni. Questo però non cambia la sostanza: la loro vicinanza non è mai venuta meno. Per quanto riguarda la trasferta di Terni contro la Ternana Calcio, sono sinceramente dispiaciuto. Il loro sostegno avrebbe potuto darci una spinta importante. Dispiace che si creino situazioni restrittive di questo tipo, perché senza i tifosi il calcio perde una parte fondamentale della sua anima."
Alla luce di quanto accaduto, questi divieti non sembrano eccessivi? A Terni non si sono registrati scontri né particolari tensioni e, allo stesso modo, anche in occasione della gara con il US Livorno 1915 non si erano verificati problemi, anzi: all’andata la tifoseria livornese andò addirittura sotto la curva rossoblù per ringraziare del messaggio ricevuto. Non crede che episodi come questi dimostrino che certe restrizioni possano risultare sproporzionate?
"Non entro nel merito delle decisioni, ma quanto accaduto non rispecchia la nostra tifoseria, da sempre civile e rispettosa. Sono vicino ai tifosi che stanno vivendo queste restrizioni."
Negli ultimi giorni si erano diffuse preoccupazioni legate a un possibile addio di Matt Rizzetta, ma Cirrincione ha ribadito di sentirsi più a Campobasso che a casa propria e ha assicurato che la società resterà in città. Quanto è importante, secondo lei, avere una guida così vicina e attenta alla squadra e alla città?
"Nel calcio, come spesso accade, le dichiarazioni possono essere fraintese, ma è chiaro che il presidente non ha mai mostrato disinteresse: anzi, ha sempre manifestato un grande attaccamento a questi colori. Avere una società presente e impegnata in un progetto serio è fondamentale, e noi continueremo a sostenerla con l’obiettivo di regalare soddisfazioni ai tifosi fino alla fine del campionato."
Com’è il rapporto con Mister Zauri, sia dal punto di vista umano che professionale?
"Sicuramente fin dall’inizio si è creato un ottimo rapporto. Sono molto contento di lavorare con Mister Zauri e con tutto lo staff: sono professionali e dedicano molte ore al lavoro quotidiano, anche oltre gli allenamenti. Con il mister si è sviluppato un legame solido, basato sul rispetto dei ruoli e su un confronto costante su come migliorare la squadra. È davvero un lavoro di grande qualità da parte loro."
Parlando dello staff, quanto è importante il contributo di chi lavora “dietro le quinte”, come preparatori atletici, massaggiatori e altri professionisti che non sono sotto i riflettori? Vorrei anche fare un plauso al Campobasso FC, che dà loro voce: spesso sono considerati le “ultime ruote del carro”, ma il loro lavoro è fondamentale per la squadra.
"Sono completamente d’accordo e colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che lavorano dietro le quinte: al fischio finale, e quando vinci partite importanti come contro la Juventus Next Gen, il merito è anche loro. È ovvio che a vincere siano i ragazzi in campo, ma intorno a loro c’è una squadra di persone che contribuisce quotidianamente: dal Presidente, a tutte le figure tecniche, a Goffredo che cura il campo, a Mario Colalillo che è presente h24 allo stadio, ai magazzinieri che fanno tanti sacrifici, fino all’ufficio stampa. Oggi il Campobasso FC rappresenta il mio orgoglio, perché tutti lavorano insieme verso un unico obiettivo."