Quello che sta accadendo in Molise non è una semplice riorganizzazione sanitaria. È uno smantellamento sistematico, freddo, calcolato, che colpisce i cittadini più fragili e condanna interi territori a una lenta agonia. Il nuovo Programma Operativo non è una riforma: è una resa dello Stato.
Futuro Nazionale prende una posizione chiara e senza ambiguità: basta con una sanità piegata ai numeri, basta con l’economia di scala applicata alla vita delle persone. Qui non si stanno tagliando sprechi, si stanno tagliando servizi essenziali. E quando si taglia la sanità, si taglia la possibilità di sopravvivere.La chiusura dell’emodinamica a Termoli è una scelta gravissima. Non esistono giustificazioni tecniche che possano reggere di fronte alla realtà: per un infarto o un ictus ogni minuto è decisivo. Costringere un paziente a percorrere decine di chilometri verso Campobasso o addirittura verso la Puglia significa accettare consapevolmente un aumento del rischio di morte. Questo non è “riorganizzare”: è mettere in pericolo vite umane.
Ancora più incomprensibile è la chiusura del punto nascita di Isernia. In un territorio già fragile, si elimina un presidio fondamentale, costringendo le famiglie a spostamenti lunghi e complessi proprio nel momento più delicato. Il cosiddetto “Centro di Maternità” è una soluzione di facciata che non sostituisce un servizio reale.E poi Agnone. Il declassamento dell’ospedale Caracciolo rappresenta un colpo durissimo alle aree interne. Trasformarlo in ospedale di comunità significa privare un’intera zona di un punto di riferimento sanitario vero. In inverno, con strade difficili e condizioni meteo critiche, parlare di “trasferimenti” verso altri ospedali è semplicemente fuori dalla realtà.
Futuro Nazionale denuncia anche il fallimento politico dietro queste scelte. Da 17 anni il Molise è commissariato e il risultato è sotto gli occhi di tutti: debito ancora presente, servizi ridotti, cittadini penalizzati. I commissari passano, i problemi restano. E nel frattempo la politica locale si dimostra debole, incapace di difendere il territorio e di ottenere risultati concreti.
Il confronto con altre regioni è inevitabile. Altrove si risanano i conti, qui si continua a tagliare. Altrove si investe, qui si arretra. Questo significa una sola cosa: il Molise non pesa politicamente, e i cittadini pagano il prezzo di questa irrilevanza.Le conseguenze sono evidenti e drammatiche. Senza sanità non c’è futuro. Senza servizi essenziali le aree interne si svuotano, i giovani vanno via, gli anziani restano soli. È l’inizio di un processo irreversibile di desertificazione sociale.Futuro Nazionale lo dice senza mezzi termini: questo piano va fermato. Non si può accettare che logiche burocratiche e numeri astratti decidano chi ha diritto a curarsi e chi no. La sanità deve tornare al centro delle politiche pubbliche, con investimenti mirati e una visione che tenga conto della realtà territoriale.
Perché qui non si tratta di ideologia. Si tratta di vita o di morte.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DEI COMITATI FUTURO NAZIONALE VANNACCI MOLISE:
ISERNIA 255 Referente Pietro Tonti
FERRAZZANO 353 Referente Alessandro Spensieri
CAMPOBASSO 503 Referente Mauro Moffa