Sanità

Una proteina implicata nei meccanismi di regolazione cellulare è associata ai tumori cerebrali più aggressivi

Pubblicato: 05-05-2026 - 732
Una proteina implicata nei meccanismi di regolazione cellulare è associata ai tumori cerebrali più aggressivi Sanità

Una proteina implicata nei meccanismi di regolazione cellulare è associata ai tumori cerebrali più aggressivi

Pubblicato: 05-05-2026 - 732


Uno studio individua nella proteina RNF182 un possibile ruolo nei meccanismi di proliferazione dei gliomi ad alto grado

POZZILLI. Uno studio dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, pubblicato sulla rivista Cancers, ha indagato, per la prima volta, il ruolo della proteina RNF182 nella progressione dei gliomi ad alto grado, suggerendone un possibile coinvolgimento nei meccanismi di proliferazione tumorale.



Comprendere i processi che controllano la crescita dei tumori cerebrali è essenziale per identificare gli eventi molecolari alla base dello sviluppo tumorale e definire terapie mirate e personalizzate. In questo ambito si colloca la ricerca del Neuromed, focalizzata su RNF182, una proteina appartenente al sistema ubiquitina-proteasoma, responsabile della degradazione selettiva delle proteine e coinvolta nel controllo di funzioni cellulari fondamentali come la crescita, la risposta agli stimoli esterni e l’omeostasi interna.



I ricercatori hanno rilevato un’espressione più elevata di RNF182 nei tumori cerebrali ad alto grado, in particolare nel glioblastoma, la forma più aggressiva di neoplasia cerebrale nell’adulto. Questo dato indica un potenziale ruolo della proteina nel sostenere la crescita delle cellule tumorali.“I nostri risultati - spiega la dottoressa Antonella Arcella, responsabile dell’Unità di Neuropatologia del Neuromed - suggeriscono che RNF182 potrebbe favorire la proliferazione delle cellule neoplastiche. Un’osservazione che aiuta a chiarire alcuni aspetti biologici dei gliomi più maligni”.



Lo studio ha integrato analisi di grandi dataset internazionali sull’espressione genica, esami istologici su tessuti umani e sperimentazioni in laboratorio su linee cellulari di glioblastoma. La riduzione dell’espressione di RNF182, ottenuta silenziando il gene corrispondente, ha portato a una diminuzione della capacità proliferativa delle cellule tumorali, aprendo prospettive per possibili approcci terapeutici basati sulla modulazione genica.



“Sebbene questi risultati - precisano le dottoresse Veronica Russo e Miriam Russo del team di Neuropatologia - non abbiano implicazioni cliniche immediate, rappresentano un passo avanti nella definizione di nuovi bersagli molecolari nello sviluppo del glioblastoma. Approfondire il funzionamento di questi meccanismi è fondamentale per delineare, nel lungo periodo, strategie terapeutiche più efficaci e mirate”.


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