L'AQUILA - Riportiamo, in occasione del 18esimo anniversario dell’Operazione “Strade Sicure”, una intervista a un militare dell’Esercito Italiano, originario della provincia dell’Aquila e attualmente impiegato nel dispositivo operativo presso il sito di telecomunicazioni di Ortucchio (Telespazio).
Attraverso la sua testimonianza vengono raccontati - si legge in una nota - l’impegno quotidiano, il senso del servizio e il contributo assicurato dall’Esercito Italiano nell’ambito dell’Operazione “Strade Sicure”, che dal 4 agosto 2008 garantisce, in concorso con le Forze di Polizia, la vigilanza di obiettivi sensibili e il supporto alla sicurezza dei cittadini. L’iniziativa intende offrire ai lettori uno spaccato concreto dell’attività svolta dai militari dell’Esercito sul territorio, valorizzando la professionalità del personale e il legame con la comunità locale.
Oggi l’operazione strade sicure compie 18 anni quale è l’impatto sul territorio ? L’Esercito Italiano dal 4 agosto 2008, in virtù della Legge n. 125 del 24 luglio del 2008, conduce ininterrottamente sul territorio nazionale l’operazione “Strade Sicure”, a difesa della collettività, in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia per il presidio del territorio, delle principali aree metropolitane e per la sorveglianza dei punti sensibili. Ogni giorno uomini e donne dell’Esercito operano per assicurare la protezione di luoghi molto frequentati della città trasformandoli in ambienti sicuri per residenti e turisti. Attualmente, l’Esercito è presente in 58 province del territorio nazionale a presidio di circa 1.000 siti con oltre 6.800 militari. Siamo presenti nella città di Ancona con una pattuglia motorizzata che vigila sulle aree più sensibili.
Lei è di origini abruzzesi ed è impegnata nell’operazione strade sicure per garantire la sicurezza presso Telespazio a Ortucchio prova un sentimento particolare a lavorare nella sua regione di origine? In realtà come militare sono stata impegnata più volte in operazioni internazionali e il mio approccio lavorativo è stato sempre improntato alla massima professionalità. Ma non nego che provo un grande orgoglio nel servire nella regione che mi ha dato i natali. Il sito che vigiliamo a Ortucchio è di importanza strategica visto gestisce il controllo di satelliti per telecomunicazioni e navigazione (come Galileo) e nella gestione di missioni spaziali e nell'intermediazione di dati televisivi e multimediali su scala globale
Durante il vostro servizio avete contatti con le Forze dell’Ordine ? I militari impegnati in strade sicure operano costantemente con i colleghi delle Forze dell’Ordine, nell’ambito di attività che si prefiggono lo scopo di aumentare le sicurezza e legalità nella città. Durante questi 18 anni i rapporti si sono rafforzati con un osmosi delle esperienze che ha accresciuto la capacità di intervento congiunto in modo esponenziale.
Come percepisce la popolazione la vostra presenza ? Il sito che vigiliamo non è frequentato da persone che passano nell’area se non in modo sporadico e, ovviamente, non è neppure un area turistica ma può capitare che qualche curioso o appassionato passi. Ma vivendo non molto distante da questa zona devo dire che la nostra presenza è molto apprezzata. Gli abruzzesi nutrono un grande affetto per i militari del 9° Reggimento Alpini. Mi capita spesso di ricevere attestazione di stima per il lavoro che facciamo. Non nego che mi inorgoglisce non poco servire e sapere di essere utile per il nostro paese.
Perché l’impiego dell’Esercito è così importante ? L'Esercito è caratterizzato da grande flessibile e dinamismo, che consente di adattarsi alle esigenze di sicurezza del territorio. Io personalmente ho operato sul territorio Nazionale anche in situazioni emergenziali , come il terremoto di Amatrice e devo dire che la nostra presenza è sempre calibrata alle esigenze di sicurezza del momento. Nello specifico l’impiego dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” contribuisce alla difesa dei cittadini, garantendo una cornice di sicurezza per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali.
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