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Ferrovie: al via i lavori sulla tratta Ateleta-Castel Di Sangro. Riparte la storica “Sangritana” che collega il mare alla montagna.

Pubblicato: 28-04-2026 - 278
Ferrovie: al via i lavori sulla tratta Ateleta-Castel Di Sangro. Riparte la storica “Sangritana” che collega il mare alla montagna. Politica

Ferrovie: al via i lavori sulla tratta Ateleta-Castel Di Sangro. Riparte la storica “Sangritana” che collega il mare alla montagna.

Pubblicato: 28-04-2026 - 278


Partono i lavori sulla tratta ferroviaria Ateleta Castel di Sangro, un intervento da 13 milioni di euro finanziato con fondi FSC

CASTEL DI SANGRO – “Non è solo un cantiere che si apre. È un collegamento che torna a vivere: consegnati i lavori di potenziamento della storica tratta ferroviaria Sangritana Ateleta-Castel di Sangro, segnando un passo decisivo per il ritorno del treno nel cuore dell’Appennino. Un investimento complessivo da 90 milioni di euro per ricongiungere l’Adriatico alla montagna. Non si tratta solo dell’apertura di un cantiere, ma dell’inizio di una nuova fase per la mobilità abruzzese e per il rilancio dei collegamenti tra costa e aree interne”.



Partono i lavori sulla tratta ferroviaria Ateleta Castel di Sangro, un intervento da 13 milioni di euro finanziato con fondi FSC che riaccende i riflettori sulla storica linea Sangritana, asse strategico tra costa adriatica e aree interne dell’Abruzzo.Un infrastruttura che parla di territori e comunità: lungo la tratta sono coinvolti 21 Comuni per oltre 39 mila abitanti, ma il bacino complessivo arriva a sfiorare i 100 mila cittadini, includendo anche realtà come Lanciano, Casoli e l’area industriale della Val di Sangro.Il progetto è stato presentato questa mattina a Castel di Sangro alla presenza dei sindaci Angelo Caruso, che è anche presidente della Provincia dell’Aquila, Marco Passalacqua (Ateleta), Simona De Caprio (San Pietro Avellana), del presidente della società del trasporto unico regionale Tua Gabriele De Angelis e del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Numeri, quelli presentati, che spiegano perché questo intervento va oltre il semplice ripristino ferroviario.



“Il progetto – si legge in una nota a margine della presentazione – si inserisce infatti in un percorso già avviato: sulla direttrice Fossacesia Castel di Sangro negli anni sono stati investiti circa 100 milioni di euro. Un disegno chiaro, che punta a ridurre il divario infrastrutturale tra costa ed entroterra e a rimettere al centro aree rimaste a lungo fuori dai grandi flussi”.



L’intervento riguarda il ripristino e il riadeguamento dell’armamento ferroviario e dei sistemi di segnalamento sulla tratta Ateleta–Castel di Sangro e si inserisce in un più ampio programma di riattivazione dell’intero asse Fossacesia–Castel di Sangro. Il progetto è finanziato con 90 milioni di euro di fondi FSC e affidato alla società regionale TUA, nell’ambito di una strategia di lungo periodo già avviata che, lungo la direttrice, ha previsto investimenti complessivi nell’ordine dei 100 milioni di euro.



“Non si tratta solo dell’apertura di un cantiere, ma dell’avvio di un percorso strategico per il futuro della mobilità regionale”, ha dichiarato Marsilio.“Oggi interveniamo sulla tratta Ateleta-Castel di Sangro, ma il nostro obiettivo è il completamento dell’intero collegamento fino alla costa, non appena saranno conclusi i lavori stradali che attualmente occupano parte del sedime ferroviario fino a Gamberale e successivamente fino ad Archi, dove oggi già arriva il treno da Fossacesia”.Il presidente ha sottolineato come l’intervento si inserisca in una visione di rete “che punta a collegare in modo stabile costa, aree interne e città d’arte come Sulmona, con un’integrazione sempre più forte con la rete nazionale RFI”.



“L’obiettivo finale è riaprire l’intera tratta da Fossacesia a Castel di Sangro, restituendo ai cittadini un’infrastruttura storica che a fine Ottocento era all’avanguardia e che negli ultimi decenni è stata progressivamente dismessa”, ha aggiunto Marsilio.Accanto al valore trasportistico per pendolari, studenti e lavoratori – con particolare attenzione anche alle esigenze della Val di Sangro e del sistema produttivo locale – il progetto punta anche su una forte valenza turistica.“Restituiamo una tratta di straordinario fascino: dalla Costa dei Trabocchi si attraversa il Lago di Bomba fino ad arrivare all’Alto Sangro e alle sue montagne. Un’esperienza unica che solo l’Abruzzo può offrire in così pochi chilometri”, ha evidenziato il presidente."Stiamo facendo scelte di respiro, investendo con la lungimiranza di chi vuole lasciare un’eredità infrastrutturale importante – ha concluso Marsilio – Le aree interne e la montagna sono al centro delle nostre attenzioni. Nonostante le difficoltà orografiche e tecniche, dimostriamo che questi territori non sono marginali, ma centrali nello sviluppo regionale”.



La novità è nel modello.



Non si tratta di riportare in esercizio la linea com’era, ma di ripensarla. Le caratteristiche tecniche della tratta spingono verso soluzioni innovative come il tram-treno: un sistema più leggero, flessibile e integrato, in linea con le esperienze europee.Gli effetti attesi sono immediati: collegamenti più efficienti tra mare e montagna, maggiore accessibilità per le aree interne, supporto al sistema produttivo della Val di Sangro e nuove opportunità per il turismo.Con un impatto anche sul traffico: meno gomma, più ferro, con benefici ambientali evidenti. “In questo scenario, il ruolo operativo è affidato a Tua Spa, società regionale di trasporti, chiamata a tradurre l’investimento in servizi concreti, garantendo gestione integrata e capacità tecnica – viene sottolineato – Il segnale politico è netto: si investe anche dove è più difficile, dove i grandi numeri non bastano ma il valore territoriale è decisivo.La linea Ateleta Castel di Sangro riparte da qui. E con essa, l’idea di un Abruzzo più connesso”.




 


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