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"Sindaci, osate", Andrea Di Lucente e la scommessa di URBACT per le aree interne del Molise.

Pubblicato: 10-09-2026 - 144
"Sindaci, osate", Andrea Di Lucente e la scommessa di URBACT per le aree interne del Molise. Politica

"Sindaci, osate", Andrea Di Lucente e la scommessa di URBACT per le aree interne del Molise.

Pubblicato: 10-09-2026 - 144


Ad Agnone il convegno-seminario "Orizzonti Urbani".

Il 10 e 11 settembre Agnone ospita per la prima volta un appuntamento di dimensione europea: il convegno-seminario "Orizzonti Urbani", organizzato dalla Regione Molise in qualità di co-presidente del Comitato Nazionale URBACT - il Programma dell'Unione Europea dedicato allo sviluppo urbano integrato e sostenibile, che attraverso reti transnazionali tra città, percorsi di formazione e scambio di buone pratiche, sostiene le amministrazioni locali nella progettazione di strategie concrete per le sfide urbane contemporanee. Due giornate che ripercorrono il bilancio del Programma URBACT III, le prime esperienze di URBACT IV e le prospettive della programmazione europea dopo il 2027, con le testimonianze dirette di amministrazioni comunali italiane. Ne abbiamo parlato con Andrea Di Lucente, Consigliere regionale delegato alla Cooperazione Territoriale Europea, che coordina i lavori del convegno.



Consigliere, per chi non lo conoscesse: cos'è URBACT e qual è il suo ruolo nel sostenere lo sviluppo delle città e dei territori europei?

«URBACT è il Programma dell'Unione Europea dedicato allo sviluppo urbano integrato e sostenibile. Funziona attraverso reti transnazionali tra città, percorsi di formazione e scambio di buone pratiche, e serve a sostenere le amministrazioni locali e gli attori dei territori nella costruzione di strategie concrete per affrontare le sfide urbane di oggi. In pratica mette in contatto amministrazioni di paesi diversi che stanno affrontando gli stessi problemi, così che chi ha già sperimentato una soluzione possa condividerla con chi deve ancora affrontarla». "Orizzonti Urbani" porta per la prima volta ad Agnone un appuntamento di dimensione europea. Cosa significa, concretamente, ospitare qui un momento di confronto istituzionale di questo livello?«É importante perché anche le nostre realtà, pur piccole, riescono a confrontarsi con altri territori italiani che hanno avuto esperienze su un progetto di rilievo come URBACT e possono dare spunto ad eventuali progettualità nelle future call di questo strumento e di altri programmi comunitari. Attraverso questi appuntamenti vogliamo presentare i risultati di alcune esperienze e mettere a disposizione quanto fatto da altre amministrazioni, per generare nuove idee».



Il convegno ripercorre l'evoluzione di URBACT, da URBACT III fino alle prospettive post 2027. In che modo la Regione Molise si è posizionata all'interno di questo percorso, come co-presidente del Comitato Nazionale URBACT?



«La Regione Molise è co-presidente del Comitato Nazionale URBACT e abbiamo sempre cercato di promuovere, all'interno delle nostre amministrazioni, questo ed altri tipi di programmi: sono opportunità da cogliere. Da quando ho la delega alla Cooperazione Territoriale Europea ho cercato di spingere ancora di più, perché in passato non tutti hanno conosciuto i percorsi da intraprendere per partecipare ai bandi europei, invece molte delle nostre amministrazioni hanno enormi potenzialità. LIFE, Horizon Europe, URBACT: spesso questi strumenti non si conoscono. O hai la fortuna di avere il consulente che bussa alla tua porta e ti fa una proposta, che però dovrebbe essere costruita come un vestito su misura per la propria realtà, oppure rischi di perdere l’opportunità. Sto cercando di mettere in contatto esperti e amministratori locali. I seminari servono proprio a questo: far incontrare le amministrazioni con gli esperti di settore, perché su questi temi non ci si può improvvisare».



Il tema scelto è "innovare le aree urbane, investire sul futuro dei residenti": come si traduce questo principio quando si parla non di grandi città, ma di piccoli centri come quelli dell'Alto Molise? «Il Molise è tutta un'area interna. L'unica zona non interna è il nucleo di Termoli. Le stesse difficoltà dell'Alto Molise le hanno il Fortore e il Matese. URBACT è uno strumento con un target riferito alle città, ma anche le esperienze delle città possono portare spunti utili per i nostri territori: capire come alcune problematiche vengono affrontate e risolte altrove può aiutarci ad affrontarle anche nei piccoli centri». Le buone pratiche presentate nella sessione "Le città raccontano" arrivano da realtà molto diverse tra loro.



C'è qualche esperienza, tra quelle in programma, che ritiene particolarmente trasferibile ai contesti delle aree interne?



«Le esperienze di Isernia e Borgomanero dimostrano che il vero valore di URBACT non risiede nei finanziamenti per colate di cemento, ma nel capitale umano e metodologico. Da un lato, Isernia ha utilizzato i progetti europei prima per rianimare il centro storico e poi per cucire una rete sociale contro l'isolamento; dall'altro, Borgomanero ha fatto il salto di qualità, diventando capofila europeo ed esportando la sua eccellenza nella gestione delle acque del Lago del Cusio. Entrambe le città testimoniano come i comuni medi e piccoli possano guidare l'innovazione e cambiare il modo di progettare il futuro insieme ai cittadini».



Guardando alla programmazione europea dopo il 2027, quali strumenti ritiene prioritari perché le aree interne - spesso escluse dalle grandi strategie urbane - trovino davvero spazio nelle politiche di coesione?



«Proprio oggi sono a Bruxelles: di strumenti ce ne sono tanti. Sto promuovendo il Programma LIFE, l'unico fondo dell'Unione Europea interamente dedicato agli obiettivi ambientali, climatici e alla transizione energetica, che può essere interessante per le aree interne, e sto spingendo i sindaci ad osare, perché non servono grossi investimenti economici.



Nei prossimi mesi faremo incontri per dare una panoramica sulle opportunità dei vari strumenti, tanti dei quali, lo ammetto, erano sconosciuti anche a me. Dobbiamo uscire dal guscio e capire che, fuori dal Molise, le opportunità non arrivano dall'alto: ce le dobbiamo creare noi. La Regione può mettere in contatto le diverse realtà, con incontri come quello di Agnone, dove attraverso le esperienze altrui si fa conoscere al nostro territorio cosa esiste al di fuori del Molise. Questo apre le menti e fa sì che qualche amministratore possa portare a casa progetti importanti».


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