Economia

Mutui: l'identikit dei richiedenti nel 2026

Pubblicato: 28-08-2026 - 39
Mutui: l'identikit dei richiedenti nel 2026 Economia

Mutui: l'identikit dei richiedenti nel 2026

Pubblicato: 28-08-2026 - 39


Accanto all'identikit anagrafico c'è un secondo elemento che ha cambiato il modo di arrivare al finanziamento: la ricerca del mutuo passa ormai quasi sempre dal web, tra simulatori, preventivi e piattaforme di comparazione. Capire chi chiede il mutuo, e come lo cerca, aiuta a leggere un mercato diventato più selettivo e consapevole.

Chi chiede un mutuo in Italia nel 2026 ha un profilo abbastanza definito: un'età quasi sempre compresa tra i venticinque e i cinquant'anni, un importo medio vicino ai 154.000 euro e una durata di rimborso lunga, pensata per tenere bassa la rata. A fotografarlo sono i dati del Barometro CRIF sull'andamento delle richieste di mutuo, elaborati sul sistema di informazioni creditizie EURISC, che nel primo semestre dell'anno restituiscono un ritratto netto del richiedente tipo.Accanto all'identikit anagrafico c'è un secondo elemento che ha cambiato il modo di arrivare al finanziamento: la ricerca del mutuo passa ormai quasi sempre dal web, tra simulatori, preventivi e piattaforme di comparazione. Capire chi chiede il mutuo, e come lo cerca, aiuta a leggere un mercato diventato più selettivo e consapevole.



Under 45 protagonisti: chi chiede il mutuo



La fascia d'età è il primo dato che salta all'occhio. Secondo le rilevazioni CRIF, oltre l'80% delle domande arriva da persone tra i 25 e i 54 anni, con due classi che quasi si equivalgono e da sole valgono circa due terzi del totale: i 25-34 anni pesano per il 31,4% e i 35-44 per il 31,3%. Sotto i 25 anni le richieste restano marginali, appena il 2,8%, mentre oltre i 65 si fermano al 2,3%. All'estremo opposto le fasce più mature restano minoritarie ma non assenti: i 45-54 anni valgono il 21,6% delle richieste e i 55-64 il 10,6%, quote spesso alimentate da chi cambia casa o sostituisce un mutuo esistente più che da un primo acquisto.



La spiegazione è nel ciclo di vita finanziario. Il mutuo per la casa arriva quando si incontrano due condizioni: un reddito percepito come stabile e la decisione di mettere radici, che per molti coincide con la formazione di una famiglia. La fascia più giovane è sostenuta anche dalle agevolazioni pubbliche: il Fondo di garanzia prima casa gestito da Consap consente agli under 36 con determinati requisiti di reddito di ottenere il finanziamento con una garanzia statale sulla quota di capitale, abbassando la barriera dell'anticipo. È uno dei motivi per cui la domanda di prima casa tra i più giovani si è mantenuta viva anche quando il quadro dei tassi è diventato meno favorevole.



Quanto si chiede e per quanti anni



Il secondo tratto dell'identikit riguarda le cifre. L'importo medio richiesto si è mantenuto stabile intorno ai 154.000 euro, un valore che riflette il costo degli immobili nelle aree dove si concentra la domanda più di una corsa all'indebitamento. Oltre il 60% delle richieste si distribuisce in due fasce contigue: quella tra 100.000 e 150.000 euro raccoglie il 30,9% delle domande, quella tra 150.000 e 300.000 euro il 31,1%. Gli importi molto elevati restano una nicchia.



Ancora più indicativa è la durata. Il piano di rimborso più diffuso è quello lungo, tra i 25 e i 30 anni, scelto nel 43,8% dei casi. La logica è di sostenibilità: allungare il finanziamento riduce l'importo della singola rata e lascia respiro al bilancio familiare, al costo di pagare più interessi sull'intero arco del prestito. La preferenza per i piani lunghi si è accentuata proprio con la risalita dei tassi: a parità di importo, una durata maggiore è il principale strumento per contenere la rata quando il costo del denaro cresce.



La ricerca del mutuo passa dal web



Se il profilo di chi chiede il mutuo cambia lentamente, il modo in cui lo cerca è cambiato in fretta. La prima tappa non è più lo sportello sotto casa, ma lo schermo: simulazione della rata, calcolo del preventivo, confronto tra le offerte di più istituti. Il richiedente arriva in filiale già informato su tassi, spread e importo della rata, spesso con un paio di proposte concorrenti in mano.



Questo spostamento ha una motivazione economica precisa. A parità di importo e durata, la differenza tra una proposta e l'altra si gioca su pochi decimi di punto e sullo spread applicato dalla banca, ma su un mutuo ventennale o trentennale quei decimi valgono migliaia di euro di interessi complessivi. Effettuare una comparazione dettagliata prima di firmare, anche direttamente da casa sui principali portali di comparazione, come Facile.it o Segugio, risulta quindi fondamentale per compiere una scelta il più possibile sostenibile per le proprie finanze.Grazie ai portali di comparazione, è infatti possibile mettere a confronto TAN, TAEG e rata mensile delle diverse soluzioni e di isolare quella più in linea con le proprie esigenze, dalla percentuale di finanziamento sul valore dell'immobile alla presenza di agevolazioni per la prima casa. Il confronto online, del resto, non sostituisce la trattativa allo sportello: la anticipa, e chi si presenta con un preventivo in mano ha un riferimento concreto su cui far leva per negoziare spread e condizioni accessorie.



Un richiedente più informato e selettivo



Messi insieme, questi elementi raccontano un mercato in cui il richiedente medio è più preparato di un tempo. Sa che la scelta tra tasso fisso e variabile pesa sull'intera durata del piano, conosce l'incidenza dello spread, valuta la sostenibilità della rata rispetto al proprio reddito prima ancora di presentare la domanda. La fase di tassi più incerta aperta nella prima metà del 2026 ha rafforzato questa attitudine: si confrontano più offerte, si legge il TAEG e non solo il tasso pubblicizzato, si guarda alla stabilità della rata nel tempo.L'identikit del 2026, allora, non è soltanto anagrafico. Racconta chi accede al credito per la casa, con quali importi e durate, ma anche un metodo diverso di arrivarci, fatto di comparazione tra le offerte e di attenzione al costo reale del denaro. Un cambio di abitudini destinato a consolidarsi man mano che il confronto online diventa il punto di partenza naturale di ogni ricerca di mutuo.


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