Cronaca

Annegamenti in piscina dimezzati, ma non basta: Federalberghi punta allo "zero assoluto"

Pubblicato: 27-06-2026 - 133
Annegamenti in piscina dimezzati, ma non basta: Federalberghi punta allo "zero assoluto" Cronaca

Annegamenti in piscina dimezzati, ma non basta: Federalberghi punta allo "zero assoluto"

Pubblicato: 27-06-2026 - 133


Presentato il rapporto sui dati 2022-2026. Al via la campagna estiva con 12 raccomandazioni per gestori e turisti: «Ogni vita persa è una tragedia inaccettabile». Guarda in gallery il VADEMECUM PISCINE.

Con l’avvio della stagione balneare, la sicurezza negli impianti natatori torna al centro del dibattito pubblico. Il Centro Studi di Federalberghi nazionale ha presentato l'ultimo rapporto quinquennale, analizzando i dati di cronaca tra il 1° gennaio 2022 e il 31 maggio 2026. L'indagine evidenzia un trend incoraggiante ma non privo di elementi di forte preoccupazione: negli ultimi quattro anni e mezzo sono stati censiti 63 annegamenti totali in tutte le tipologie di piscine italiane, pari a una media di circa 14 casi all’anno. Si tratta di un dato più che dimezzato rispetto alla media del quinquennio precedente (2016-2021), quando l’Istituto Superiore di Sanità aveva registrato tra i 30 e i 40 decessi annui con analoga metodologia. Un calo che dimostra i grandi passi avanti compiuti dal comparto ricettivo nella messa a norma delle strutture e nella formazione del personale, ma che non consente cali di tensione. A commentare lo scenario è Irene Tartaglia, Direttore di Confcommercio Federalberghi Molise, che sottolinea come ogni singola vita persa rimanga una tragedia inaccettabile, specialmente quando colpisce un minore, e che l'unico obiettivo tollerabile per il futuro deve essere lo zero assoluto. La sicurezza, secondo Tartaglia, non va vissuta come un mero adempimento burocratico, bensì come un patto di fiducia e accoglienza tra chi offre ospitalità e chi viaggia. La mappatura dei luoghi tracciata dal Centro Studi rivela che il 44,4% degli incidenti (28 casi) è avvenuto in impianti aperti al pubblico come centri sportivi, parchi acquatici e piscine comunali. Il 28,6% (18 casi) si è verificato invece in contesti interamente privati, ovvero in ville o case in affitto, mentre il restante 27% (17 casi) ha interessato le strutture ricettive dedicate ai soli ospiti, equamente divise tra alberghi e realtà extralberghiere come B&B, agriturismi e campeggi. Il punto più critico e doloroso dell'intera indagine riguarda i minori: il 57% degli annegamenti totali ha colpito i bambini, con 17 vittime tra i piccolissimi fino ai 4 anni e 19 nella fascia tra i 5 e i 14 anni. Tra le cause principali spiccano i malori improvvisi in acqua (44,4%) e gli episodi in cui il minore è sfuggito al controllo degli adulti (36,5%). Proprio per arginare questi drammi familiari, la federazione ha contestualmente lanciato una campagna di sensibilizzazione basata su una guida pratica con dodici raccomandazioni sinergiche, rivolte a gestori, ospiti e famiglie, concepite per fare della consapevolezza la prima arma di protezione. Per i gestori e lo staff degli impianti, la prevenzione parte da una conformità rigorosa agli standard igienico-sanitari e strutturali, unita a verifiche costanti sui sistemi di filtraggio e sulle bocchette di aspirazione. Fondamentali sono anche l'addestramento continuo del team sul primo soccorso e l'installazione di una segnaletica multilingue chiara che indichi profondità, orari e regolamenti. Gli ospiti sono invece chiamati a un comportamento responsabile: rispettare gli orari di apertura, utilizzare ausili al galleggiamento se non si sa nuotare, evitare sbalzi termici e valutare il proprio stato di salute, evitando l'ingresso in acqua dopo i pasti o sotto l'effetto di alcol e farmaci, oltre a individuare subito i presidi di salvataggio. Infine, la sezione più stringente riguarda la tutela dei minori, dove la distrazione non è ammessa. Le linee guida impongono un'educazione precoce al nuoto, una sorveglianza attiva e un contatto visivo costante, ricordando che si può annegare anche in pochi centimetri d'acqua e in assoluto silenzio. Gli adulti devono mantenere una distanza che consenta il contatto fisico immediato con i bambini, senza mai delegare la vigilanza ad altri minori. Solo da questa unione di forze tra rigore gestionale e responsabilità individuale potrà nascere un'estate davvero sicura e serena per tutti.


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