Sanità

HEAL Italia, al Neuromed il confronto sulla medicina di precisione e la prevenzione

Pubblicato: 30-04-2026 - 204
HEAL Italia, al Neuromed il confronto sulla medicina di precisione e la prevenzione Sanità

HEAL Italia, al Neuromed il confronto sulla medicina di precisione e la prevenzione

Pubblicato: 30-04-2026 - 204


Dai dati clinici ed epidemiologici alle strategie personalizzate, il ruolo della ricerca e della sanità pubblica

Pozzilli. Si è svolta presso l’I.R.C.C.S. Neuromed la tavola rotonda “Dai dati clinici ed epidemiologici alla medicina di precisione”, promossa dall’Istituto in collaborazione con la LILT nell’ambito del progetto HEAL Italia. L’incontro ha riunito ricercatori, clinici e rappresentanti delle istituzioni sanitarie per discutere le prospettive di un approccio alla salute sempre più basato sull’integrazione dei dati e sulla personalizzazione degli interventi.



Il progetto HEAL Italia, uno dei partenariati estesi finanziati dal PNRR, rappresenta uno dei principali programmi nazionali dedicati allo sviluppo della medicina di precisione, con l’obiettivo di mettere in relazione dati genetici, clinici ed epidemiologici per migliorare prevenzione, diagnosi e trattamento delle malattie. Tra gli interventi, quello di Laura Leonardis, Executive Director della Fondazione HEAL Italia, che ha richiamato il ruolo del progetto nel promuovere un approccio sempre più orientato alla prevenzione.



Al centro del confronto, il passaggio da una medicina fondata su modelli generali a una medicina capace di adattarsi alle caratteristiche individuali. Un cambiamento che riguarda non solo la cura, ma anche la prevenzione, sempre più orientata a individuare il rischio in modo mirato e anticipato.



“Lo scopo è quello di passare dalla medicina classica alla medicina di precisione, cioè una medicina che non è uguale per tutti, ma è cucita sulle caratteristiche delle singole persone. - dice Licia Iacoviello, responsabile scientifico WP1 Task 1.1 HEAL Italia, responsabile UOR di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e professore ordinario di Igiene all’Università LUM di Casamassima - Questo richiede di mettere insieme approcci diversi, dalla ricerca epidemiologica alla ricerca di base, per comprendere i meccanismi che sono comuni alle principali malattie croniche e tradurre queste conoscenze in strumenti utili per la clinica e la prevenzione”.



In questo contesto, il Neuromed mette a disposizione un patrimonio di dati costruito nel tempo, come lo studio Moli-sani, che ha coinvolto circa 25.000 persone sane e consente di studiare le basi comuni di patologie cardiovascolari, tumorali e neurodegenerative. Un’infrastruttura che permette di individuare nuovi biomarcatori di rischio e sviluppare modelli predittivi più accurati.



“Accanto alla medicina di precisione si sviluppa anche la prevenzione di precisione, che viene costruita sul singolo soggetto grazie all’utilizzo di grandi basi di dati e di strumenti di intelligenza artificiale - aggiunge Iacoviello - In questo modo è possibile non solo migliorare la capacità di prevedere il rischio, ma anche individuare, per ciascuna persona, i fattori sui quali intervenire in modo più mirato, superando un approccio uniforme che non tiene conto delle differenze individuali”. Durante la tavola rotonda sono stati affrontati diversi aspetti di questo cambiamento, dal ruolo dell’epidemiologia nella costruzione dei modelli di rischio alla traduzione dei risultati nella sanità pubblica, fino alle prospettive della farmacologia e del drug design in un’ottica sempre più personalizzata. Ampio spazio è stato dedicato anche all’oncologia, dove la profilazione genetica dei tumori sta già guidando decisioni terapeutiche, e alla necessità di trasferire queste innovazioni nella pratica clinica e nei servizi sul territorio.



Tra i temi emersi, anche quello dell’integrazione tra sistemi biologici e tra livelli diversi della ricerca, dalla genetica all’imaging, dalla fisiopatologia all’organizzazione dei servizi sanitari. Un approccio che richiede non solo strumenti tecnologici, ma anche un cambiamento culturale nella pratica medica.



Tra i prossimi sviluppi, il progetto punta a rendere sempre più operative queste conoscenze, ad esempio attraverso l’utilizzo di indicatori genetici per migliorare gli screening oncologici e identificare sottogruppi di popolazione a rischio su cui intervenire in modo più tempestivo e mirato. Un ampio percorso di diffusione della cultura della prevenzione e della medicina di precisione, rivolto a professionisti sanitari, studenti e popolazione generale.





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