ALFEDENA-AQ. Per il terzo anno consecutivo, lo sci di fondo abruzzese, per assenza di neve, non può rispettare i calendari di gara convenuti con la FISI. Ancora una volata, Arturo Como, nelle vesti di presidente dell’ASD Sci Club di Alfedena, è obbligato a comunicare, un rinvio a data da destinarsi, agli organi federali. L’ennesima gara nazionale che non riesce a rispettare né tempi, né tappe.
Un film visto troppe volte, quello dei rinvii e degli annullamenti, in terra d'Abruzzo.. Una pellicola che racconta di una battaglia portata avanti in solitudine e, da troppo tempo, fra una sempre più manifesta indifferenza degli amministratori locali. I cambiamenti climatici, da molti anni condizionano le programmazioni sportive dello Sci di Fondo, pregiudicando allenamenti, gare ed eventi. Stravolgimenti che hanno profonde ripercussioni sociali, psicologiche, economiche e culturali. Situazioni, pertanto, che vanno seguite e affrontate, in quanto di vitale importanza per un territorio dell’entroterra abruzzese piuttosto ampio. Da ciò il protocollo d’intesa Poli Sci di Fondo/Progetto Integrato Bacini Sci di Fondo/Innevamento Artificiale, promosso e fatto approvare, qualche anno addietro, da Arturo Como, ai consigli comunali delle municipalità di Barrea, Scanno, Opi, Pescocostanzo, Villetta Barrea, Pescasseroli, Civitella Alfedena e Alfedena. Capofila di questo progetto integrato e, inizialmente accolto favorevolmente, il Comune di Alfedena.Nulla, pertanto, di campato in aria, quando a sottoscrivere un progetto sono ben otto primi cittadini unitamente agli organi politici da loro guidati. Lo Sci di Fondo è nella storia dei luoghi citati e la storia dello Sci di Fondo nazionale ed internazionale annovera tanti atleti abruzzesi sui podi, un connubio forte, datato ed importante che non può subire l’indifferenza e l’abbandono della classe politica locale.
Alla firma del protocollo d’intesa, stando allo stato delle cose, si può suppore, non sia mai seguito un vero impegno politico. Un silenzio dilagante ed inspiegabile, ha spinto, circa due anni fa, Arturo Como, mediante più Pec a sollecitare i sindaci coinvolti. Tutto accadeva in prossimità della scadenza delle schede FSC della regione Abruzzo, ai fini di scongiurare un’esclusione dalle liste di individuazione delle progettualità finanziabili.
Ad un’iniziale e riscoperto interesse per la progettualità, di cui il comune di Alfedena è capofila, sono seguite tante promesse di impegno dei sindaci, qualche riunione da remoto utile a riprendere le fila del tutto, qualche messaggio incoraggiante su una chat collettiva e poi di nuovo il comodo silenzio.L’ultima volta in cui i sindaci hanno sfiorato l’argomento innevamento artificiale risale allo scorso 14 febbraio, quando disdissero, proprio all’ultimo istante, una riunione a Passo Godi-Scanno, che si proponeva di tornare a pianificare le azioni tecniche e politiche da portare avanti per ottenere il finanziamento “Salva Sci di Fondo”, con l’ufficiale intento di riconvocarla a breve. Non solo la riunione non è mai stata più convocata, ma ad oggi nessuno più parla del progetto, pare la questione non riguardi minimamente gli otto comuni firmatari, meno che mai il comune capofila.
I cambiamenti climatici non hanno gli stessi tempi di azione delle amministrazioni comunali e quasi con puntualità decretano, in autonomia e con egoismo, un rinvio o un annullamento di una gara, infischiandosene dei tanti atleti che non potranno gareggiare, dei sacrifici delle loro famiglie, delle società, dei comitati organizzatori che, fino agli ultimi giorni non sanno se la gara ci sarà o meno, minando la credibilità di un territorio a livello federale, a livello turistico e d’immagine, calpestando le possibilità lavorative di allenatori, tecnici e di attività ricettive e commerciali che negli eventi sportivi nazionali confidano molto. Come si fa a non chiedere ai sindaci, che il caso vuole, ad oggi, siano gli stessi che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa, dove sono, cosa hanno fatto fino ad oggi? Perché non hanno risposto, mai a nessuna, delle corpose lettere di sollecito e richiesta chiarimenti che gli sono state indirizzate?
Dove vivono e quanto percepiscono la gravità di quello che sta accadendo? Perché un progetto trovi accoglienza e fondi di finanziamento, bisogna seguirlo, spingerlo e attivarsi continuamente affinché si trovi uno sbocco economico. Difficile comprendere perché pur disponendo di più tecnici comunali e di più apparti di segreteria tutto resta immobile. Solo lo scorso 5 dicembre, per attenzionare e sensibilizzare la questione Sci di Fondo, Arturo Como, organizzava in Alfedena il prestigioso convegno Itinerario di Convivenza- Alfedena Cerniera fra l’Alto Sangro Turistico Sportivo e il Parco Nazionale Lazio Abruzzo e Molise. I sindaci firmatari del protocollo d’intesa hanno ben pensato di snobbare l’iniziativa e con essa gli oltre 20 autorevoli relatori intervenuti, fra cui campioni paralimpici, funzionari del ministero di Giustizia, giornalisti in collegamento da New York, rappresentanze scolastiche, politiche, religiose, direttori di protezione civile, direttori di parchi nazionali, presidenti di associazioni riconosciute dalla Camera dei deputati, campioni olimpici, consiglieri federali e tecnici federali, esperti di meteo internazionali, presidenti di comitati regionali, tutti concordi nel ribadire l’importanza di garantire possibilità sportive ai giovani. Chi pratica sport non delinque, lo Sci di fondo è un progetto educativo, costruisce cittadini migliori, paesi sani e genera destinazioni turistiche, pertanto reddito, combattendo lo spopolamento. Tutte tematiche queste, in teoria, care ai sindaci. Giusto informare della presenza del sindaco di Alfedena al convegno Itinerario di Convivenza, peccato che lo stesso, seppur, sollecitato dalle argomentazioni trattate, non abbia speso una parola al riguardo e non abbia ritenuto necessario riferire sul compiuto o sul da compiersi in merito al progetto di cui il comune da lui guidato è capofila.
Non si tralasci di considerare che né la FISI nella persona del presidente Flavio Roda, né il comitato regionale presieduto da Angelo Ciminelli, hanno mai fatto mancare sostegno al progetto Poli Sci di Fondo/Progetto Integrato Bacini Sci di Fondo/innevamento Artificiale, Vicinanze sottoscritte e fatte pervenire, tempestivamente, al comune capofila. Sconvolge come nelle campagne elettorali, in special modo del comune di Alfedena, si siano presi impegni concreti e per più volte in tal direzione, per poi far cadere tutto, con indifferenza, nel dimenticatoio.
Ogni volta che si è costretti a rinviare o a disdire una gara, si gettano alle ortiche ore di allenamenti, sacrifici delle famiglie, tenuta psicologica degli atleti, possibilità di crescita economica e di sviluppo per i territori.
A questo chi deve interessarsi se non i primi cittadini che hanno sottoscritto una progettualità che potrebbe rappresentare una valida panacea alla questione? Avere cannoni di innevamento significa poter disputare gare, fare allenamenti, non doversi mortificare nella propria identità storica. Tutto questo nel Nord Italia non accade, ci sono comuni come Slincia che seppur piccoli, sono divenuti realtà sportive riconosciute e qualificate a livello nazionale e non solo, grazie alle dotazioni impiantistiche. Se non si vuol andare troppo lontano si prenda in considerazione l’Emilia-Romagna che, per caratteristiche morfologiche e climatiche è molto simile all’Abruzzo, anche lì gli impianti di innevamento artificiale, hanno salvato lo Sci di Fondo e tutto ciò che a livello umano e oltre ne consegue.
Nonostante tanta indifferenza, la FISI continua ad assegnare gare all’ ASD Sci Club di Alfedena presieduto da Arturo Como, per la credibilità conseguita negli anni, si parla di ben dieci eventi nazionali a marchio Como disputati, con successo in Alfedena, persino durante le ristrettezze da Covid 19, congiuntura in cui poche associazioni a livello nazionale, si esposero in tal senso. Tutto questo non conta nulla? Non contano i sogni e le speranze degli atleti dello Sci di Fondo abruzzese? Non contano le possibilità negate ad un intero comprensorio? Ad oggi, dopo un’attenta ricognizione di ogni luogo di gara esistente in Abruzzo, l’unica risposta certa e pervenuta è l’impossibilità di disputare le Fasi Finali del Criterium Interappeninico, per assenza di neve e di impianti di innevamento.
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