Roccamandolfi – Non sarà di certo tra i nomi del circuito dei grandi musei, ma ha dimostrato ancora una volta che passione e coinvolgimento dei visitatori, nell’esperienza di cui si fa carico, possono fare la differenza. Il Museo Multimediale sul Brigantaggio, situato nel cuore di questo comune di poco più di ottocento anime ha chiuso la stagione estiva con un’affluenza significativa, registrando un aumento di ingressi del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pronto a mettersi nuovamente in discussione per l’autunno, soprattutto tramite la collaborazione che esso intende promuovere e portare avanti con le scuole. Nonostante le dimensioni contenute e la sua posizione decentrata, raggiunta quasi per via eccezionale o di proposito, il museo del brigantaggio di questa piccola cittadina tiene banco, fa parlare di sé, riceve e registra risposte piuttosto positive dal suo pubblico; cambia o modifica target di riferimento. Un museo che nel corso degli anni ha saputo alzare il livello della sua performance migliorando così non solo l’indice di gradimento tra i suoi visitatori ma anche la loro vibrante curiosità, accattivandosi l’interesse di quasi tutte le età, non in coda quello dei bambini che al museo indirizzano messaggi, disegni, dediche, mandando fotografie aiutati dai loro genitori.
Freschezza, passione e voglia di raccontare la storia guardando dritto negli occhi chi è lì per ascoltarla si sono rivelate armi giuste ed (Parliamo di armi usandola solo in senso figurato, trovandoci in un museo del Brigantaggio!) estremamente efficaci per creare un legame che non è soltanto professionale ma che resta anche dopo, portandola a casa come esperienza, tornandoci con il ricordo. Una formula che si è rivelata vincente, attirando turisti incuriositi da un’offerta culturale cucita addosso e su misura, autentica e fuori dagli schemi.
“Non puntiamo più sulla quantità, cosa che all’inizio ci entusiasmava e non poco! Anche adesso in un certo senso…spiega la responsabile del museo. Con l’esperienza e con gli anni che ci sono serviti, anche a fare degli errori, abbiamo voglia di alzare la qualità di quello che possiamo offrire. Non una visita e basta, vogliamo che sia un’esperienza con dentro il giusto trasporto.”
Con l’autunno ormai alle porte e il passaparola attivo il Museo Multimediale sul Brigantaggio guarda già alla prossima stagione, dimostrando che anche lontano dai riflettori si può fare cultura di qualità, sentita e accessibile. Un esempio virtuoso che merita di essere conosciuto e visitato: la dimostrazione che la periferia non è un limite, ma una possibilità di racconto diversa.
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