Sanità

Calenda: “Presidi ospedalieri, avrei gestito diversamente le cose”. Il sunto dell’intervento in Consiglio regionale.

Pubblicato: 31-03-2020 - 264
Calenda: “Presidi ospedalieri, avrei gestito diversamente le cose”. Il sunto dell’intervento in Consiglio regionale. Sanità

Calenda: “Presidi ospedalieri, avrei gestito diversamente le cose”. Il sunto dell’intervento in Consiglio regionale.

Pubblicato: 31-03-2020 - 264


ISERNIA. La consigliera regionale Filomena Calenda è intervenuta nella mattinata di ieri in occasione della seduta web del  Consiglio Regionale del Molise, convocata con questa modalità a causa dell’emergenza Covid-19 in corso in tutta Itala. Tanti sono gli spunti di riflessione posti all’attenzione della nostra redazione.

“La prima questione – spiega Filomena Calenda – è quella del personale sanitario. Occorre fare tamponi a tappeto a tutti, non possiamo permetterci di avere un numero ridotti di professionisti nei nostri nosocomi. Mi giungono segnalazioni di infermieri e operatori sanitari che in alcuni ospedali pubblici, in particolare a Larino, sono dotati di dispositivi di sicurezza individuale, per intenderci le mascherine, che hanno uno spessore e una consistenza un po' più doppia di un foglio di carta. Non si può lavorare in questo modo.  Non dobbiamo dimenticarci degli anziani nelle strutture di ricovero, dei farmacisti, degli addetti alle vendite negli esercizi commerciali, dei trasportatori e degli operatori degli uffici postali e bancari e soprattutto delle Forze dell’Ordine, che garantiscono i controlli e la nostra sicurezza.

Sui presidi ospedalieri – precisa Calenda – ho un’idea ben diversa rispetto a quanto stato fatto.

Avrei scelto al posto del Cardarelli un altro presidio sanitario come presidio di riferimento Covid. Perché mettere a rischio il centro nevralgico della sanità pubblica molisana, l’ospedale che ha più reparti e al quale quotidianamente si rivolgono centinaia e centinaia di utenti che soffrono di altre patologie? Siccome il contagio corre soprattutto tra le corsie degli ospedali, sarebbe stato più opportuno individuare un altro presidio sanitario.

Non mi è piaciuta l’indecisione – conclude la consigliera regionale -  sulla riapertura degli ospedali di Larino e Venafro, dapprima sventolata ai quattro venti e dopo poche ore ritratta con l’ipotesi, anche questa successivamente abbandonata, di realizzare un ospedale da campo. Non bisogna sottovalutare il numero dei positivi presenti nella nostra regione, perché in rapporti agli abitanti è di gran lunga superiore rispetto ad altre regioni. Motivo per cui continuo a ribadire la necessità di potenziare gli ospedali “periferici”, compreso quello di Agnone. Sono le stesse strutture private presenti in regione che ce lo stanno chiedendo”.

 




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