Home Cronaca Venafro: Pregiudicato di origini laziali condannato per furto aggravato e danneggiamento seguito da incendio.

Venafro: Pregiudicato di origini laziali condannato per furto aggravato e danneggiamento seguito da incendio.

Venafro: Pregiudicato di origini laziali condannato per furto aggravato e danneggiamento seguito da incendio.
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VENAFRO. Nella giornata odierna i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Venafro, hanno notificato ad un pregiudicato di origini laziali, che sta scontando altra pena per reati concernenti gli stupefacenti, un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Isernia con il quale l’uomo, riconosciuto colpevole dei reati ascritti, è stato condannato ad ulteriore pena della reclusione di anni due e mesi quattro per i reati di furto aggravato e danneggiamento seguito da incendio.

I fatti si riferiscono al 10 maggio 2016, allorquando in Venafro, con altri quattro complici, nel corso della nottata, si era introdotto furtivamente all’interno di un’abitazione di un cittadino del luogo e, dopo aver asportato dall’interno denaro contante ed altri oggetti di valore, appiccavano un incendio in una stanza, le cui fiamme si propagavano al resto dell’abitazione. In quella circostanza i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Venafro, già presenti nelle vicinanze, in quanto stavano eseguendo un servizio di controllo del territorio, prontamente si portavano presso l’abitazione interessata e riuscivano ad intercettare e bloccare l’autovettura con cui i malfattori cercavano di allontanarsi dal luogo dell’evento. La refurtiva veniva recuperata e restituita al legittimo proprietario mentre i prevenuti venivano arrestati.

Venafro (IS): Simula lo smarrimento di un assegno. Una persona denunciata dai Carabinieri.

 A Venafro, un imprenditore, è stato denunciato dai Carabinieri della locale Stazione, per simulazione di reato. L’uomo aveva denunciato falsamente lo smarrimento di un assegno di un rilevante importo, che aveva consegnato ad altra persona quale corrispettivo per una prestazione professionale. Il creditore ricevuto l’assegno, aveva cercato di metterlo all’incasso, ma era privo di copertura. Quindi ricontattato l’emittente, riceveva rassicurazioni che nel giro di un mese la somma pattuita sarebbe stata disponibile in Banca. Trascorso il tempo concordato il creditore è ritornato per incassare l’assegno, ma con somma sorpresa apprendeva dall’impiegato della Banca che lo stesso assegno cui chiedeva l’incasso era stato denunciato smarrito dal titolare del conto corrente e pertanto non era possibile richiederne il pagamento. Per tali ragione il debitore veniva denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per simulazione di reato.

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