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Campobasso-Colalillo, finale gelido: bastano due righe per archiviare una storia simbolo

Pubblicato: 31-07-2026 - 487
Campobasso-Colalillo, finale gelido: bastano due righe per archiviare una storia simbolo Sport

Campobasso-Colalillo, finale gelido: bastano due righe per archiviare una storia simbolo

Pubblicato: 31-07-2026 - 487


Alla freddezza burocratica della società fa riscontro la lettera di saluto del dirigente: l'orgoglio per la cavalcata dall'Eccellenza alla C e l'amarezza per un finale non desiderato.

CAMPOBASSO – Un fulmine a ciel sereno o forse l’epilogo preannunciato di un percorso tanto intenso quanto totalizzante. Il Campobasso Football Club e Mario Colalillo si separano. A lasciare un forte senso di smarrimento nell'ambiente rossoblù non è solo la notizia in sé, ma le modalità con cui è stata liquidata: un comunicato societario straniante e striminzito di appena due righe. Un freddo e laconico saluto burocratico che stride in modo clamoroso con la storia di chi è stato una figura chiave, un pilastro fondamentale e un motore instancabile nella straordinaria risalita del club. Leggendo invece le parole scritte di suo pugno dal diretto interessato, trasuda tutto il peso emotivo e la passione di chi quei colori non li ha solo difesi per lavoro, ma li ha vissuti come una vera e propria missione di vita. Nel suo accorato e lungo messaggio di addio, Colalillo ripercorre una parabola straordinaria. Un’avventura vissuta h24 che ha visto la compagine molisana risalire la china dal fango dell'Eccellenza fino a conquistare la ribalta dei playoff nazionali di Serie C, ridando orgoglio e centralità a un'intera regione.



"È arrivato il momento che non avrei mai voluto vivere", esordisce Colalillo. "Lascio il Campobasso con l’orgoglio di un percorso straordinario fatto insieme. Ho vissuto per questi colori ventiquattr'ore su ventiquattro, dando tutto me stesso. Ci ho sempre messo il cuore, assumendomi senza paura le mie responsabilità: nelle scelte giuste, così come negli errori."



Per Colalillo, il Campobasso non è mai stato un semplice impiego, ma una rappresentanza identitaria del proprio territorio, un patrimonio che oggi abbraccia la prima squadra, il settore giovanile e quello femminile, sostenuto da una tifoseria viscerale e passionale. Se da un lato non mancano i ringraziamenti a chi ha lavorato nell'ombra a ritmi insostenibili, né un toccante pensiero alla propria famiglia – in primis alla figlia Costanza, a cui chiede scusa per i sacrifici e il tempo sottratto – dall'altro emerge chiaramente un'innegabile punta di amarezza. Un rammarico amplificato proprio dal profondo divario tra l'affetto del popolo rossoblù e la fretta della società nel liquidare una colonna portante con pochissime parole.



Colalillo non nasconde che avrebbe preferito un finale diverso, magari continuando a dare il proprio contributo al club con altre mansioni: "Purtroppo anche questo fa parte del gioco. Mi sarebbe piaciuto continuare a dare un contributo anche in altra veste, ma sono state operate scelte diverse che devo accettare e rispettare in silenzio. Il mio percorso, da oggi che non c’è più bisogno di me, continua come semplice tifoso."



Nonostante la dolorosa separazione e il gelo di quel comunicato di sole due righe destinato a far discutere a lungo la piazza, il legame con Campobasso e con tutto il Molise appare indissolubile. Il ricordo della curva rossoblù piena "in ogni angolo d'Italia" accompagnerà Colalillo in questa nuova fase della sua vita.Il suo non vuole essere un addio definitivo, ma il saluto di chi spera che i propri percorsi possano un giorno incrociarsi di nuovo. Un augurio sincero alla società di volare sempre più in alto e la promessa che nessun comunicato potrà mai negargli il diritto di tifare per la squadra della sua terra. Un amore che, a prescindere dai ruoli e dalle formalità dirigenziali, non si spegnerà mai.


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