Economia

Locali con servizio in forte crescita nei due capoluoghi, profondo rosso per bar e take away: il report Fipe Molise 2015-2025

Pubblicato: 29-06-2026 - 165
Locali con servizio in forte crescita nei due capoluoghi, profondo rosso per bar e take away: il report Fipe Molise 2015-2025 Economia

Locali con servizio in forte crescita nei due capoluoghi, profondo rosso per bar e take away: il report Fipe Molise 2015-2025

Pubblicato: 29-06-2026 - 165


I dati del decennio evidenziano un balzo dei ristoranti nei centri storici, ma pesano il forte calo dei locali da asporto e la perdita di decine di attività. Il presidente Durante: «Servono misure urgenti contro lo spopolamento». GUARDA LA TABELLA RIEPILOGATIVA IN GALLERY

Presentata l'indagine territoriale sulla demografia d’impresa nel decennio 2015-2025: nei due capoluoghi molisani si registra un forte balzo in avanti della ristorazione strutturata (+24,1% a Campobasso, +17,9% a Isernia), a fronte di una decisa contrazione dei bar e, in controtendenza rispetto al dato nazionale, di un crollo dei consumi da asporto. I pubblici esercizi si confermano la spina dorsale della socialità e della prossimità nei due capoluoghi di provincia del Molise, ma la mappa del settore mostra una profonda metamorfosi nell'ultimo decennio. È quanto emerge dall’indagine sulla demografia d’impresa nei centri storici e fuori dalle mura cittadine di Campobasso e Isernia, realizzata in linea con lo studio nazionale di FIPE-Confcommercio. Dall'analisi dei dati territoriali emerge una netta e virtuosa controtendenza rispetto alle dinamiche delle grandi metropoli italiane: mentre a livello nazionale si assiste spesso a una proliferazione incontrollata di attività orientate all'asporto, in Molise la ristorazione con servizio vive una stagione di forte crescita, segno che i consumatori locali premiano l'esperienza, l'accoglienza e la qualità del servizio al tavolo. Il comparto della ristorazione con servizio registra infatti un solido incremento in entrambi i capoluoghi. A Campobasso le attività sono passate complessivamente da 90 a 112 unità (+24,1%), trainate in modo eccezionale dal centro storico, dove si è registrato un balzo del +38,6% (da 28 a 39 esercizi), e sostenute da una crescita del +17,5% nelle aree non storiche. Dinamica del tutto simile si osserva a Isernia, dove il settore ha segnato un progresso totale del +17,9%, passando da 37 a 44 imprese. Anche in questo caso il cuore antico della città si dimostra particolarmente vitale, mettendo a segno un incremento del +34,0% con la nascita di 5 nuove realtà strutturate. Il quadro si fa decisamente più critico per i bar tradizionali, che risentono pesantemente delle trasformazioni dei modelli di consumo e delle abitudini quotidiane. Campobasso ha perso ben 28 bar in dieci anni, subendo una contrazione del -23,6% che ha colpito sia il centro storico (-18,7%) sia i quartieri periferici (-27,6%). Isernia mostra una maggiore tenuta nel dato aggregato, chiudendo il decennio con un leggero saldo positivo (+1,8%, da 57 a 58 attività), ma accusa comunque una flessione del -4,3% all'interno del proprio nucleo storico, confermando le difficoltà del comparto nei centri storici. Il vero dato sorprendente e in totale controtendenza con l'allarme nazionale legato alla "malamovida" riguarda però il crollo della ristorazione take away, un modello che in regione sembra aver perso progressivamente appeal. A Campobasso le attività da asporto hanno subito una riduzione lineare del -33,2%, scendendo da 42 a 28 locali. Il calo è ancora più macroscopico nel centro storico di Isernia, dove il comparto ha subito un vero e proprio dimezzamento, crollando del -51,3% (da 6 a sole 3 attività attive) e trascinando al ribasso il dato cittadino complessivo (-23,6%). In forte sofferenza strutturale si posizionano infine gelaterie e pasticcerie, che registrano una flessione del -27,8% a Campobasso e del -50,0% a Isernia.



«La crescita della ristorazione con servizio dimostra che i nostri imprenditori continuano a scommettere sulla qualità, sull'accoglienza e sul valore della prossimità - commenta il Presidente Fipe Molise Carlo Durante - Tuttavia, questo sforzo avviene in un contesto regionale difficilissimo: il Molise perde abitanti ogni anno, un'emorragia costante che riduce progressivamente la base dei consumatori e penalizza gli esercizi di vicinato sia nei maggiori centri della regione che nei piccoli comuni. A questa crisi demografica si aggiunge l'avanzata della grande distribuzione organizzata, che assimila sempre più settori merceologici, sposta i flussi economici fuori dai centri urbani e svuota progressivamente il cuore delle nostre città».  Di fronte a questo scenario, FIPE Molise lancia un appello urgente alle istituzioni locali e regionali: «Non abbiamo bisogno di ordinanze tampone o di divieti dell'ultimo minuto sugli orari, che finiscono solo per colpire le imprese sane. Chiediamo l'apertura immediata di un tavolo di confronto permanente e allargato su commercio e ristorazione. È necessaria una cabina di regia strategica per mettere in campo una programmazione urbanistica attenta, che sostenga le attività di vicinato e rimoduli l'impatto dei costi di gestione locali come la TARI e, naturalmente, un adeguato piano straordinario di valorizzazione turistica. Salvare le imprese locali – conclude Durante - significa, oggi più che mai, impedire la desertificazione dei nostri territori e difendere il futuro stesso del Molise».


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