FERRAZZANO – Non un semplice saggio di fine anno, ma un intenso percorso educativo che ha saputo emozionare e far riflettere il pubblico. Sul palcoscenico del Teatro del Loto di Ferrazzano, gli allievi della Scuola di Teatro Elvira hanno portato in scena “Io da grande farò…”, spettacolo scritto e diretto dalla maestra Elena Bernardo, con la direzione artistica di Rolando Giancola.
Ad ospitare l’evento è stato il Teatro del Loto, prestigiosa realtà culturale molisana gestita dalla cooperativa sociale TeatriMolisani, da anni punto di riferimento per la produzione, la promozione e la diffusione del teatro contemporaneo. Un esempio concreto di come la cooperazione sociale possa generare cultura, inclusione e sviluppo, valorizzando il territorio attraverso l’arte e la partecipazione.
Un’opera che ha affrontato con straordinaria delicatezza il tema della guerra e della pace, affidando ai bambini il compito di ricordare agli adulti il valore dell’ascolto, del dialogo e del rispetto reciproco.
Prima dell’inizio dello spettacolo, Elena Bernardo ha spiegato il senso più profondo del lavoro svolto durante l’anno:
«Il teatro è una palestra delle emozioni. Un bambino impara a usare la voce, a guardare negli occhi, a gestire le proprie emozioni. Impara che, se sbaglia davanti a tutti, può rialzarsi e continuare senza paura. Impara ad ascoltare, a rispettare i tempi e a far parte di un gruppo.»
Parole che hanno trovato piena realizzazione nello spettacolo, dove i piccoli attori hanno raccontato la guerra senza retorica, attraverso lo sguardo limpido dell’infanzia. Frasi semplici ma profonde hanno accompagnato il pubblico in una riflessione autentica:
«La guerra si inizia con una parola detta male. La pace inizia con un “posso sedermi qui?”, con un “ho sbagliato, scusami”.»
E ancora:
«I grandi alzano i muri, i bambini costruiscono castelli di sabbia e invitano tutti a giocarci.»
Lo spettacolo si è concluso con un simbolico “patto” rivolto agli spettatori: impegnarsi a non lasciare mai solo chi è in difficoltà, a chiedere scusa quando si sbaglia e ad avere il coraggio di conoscere chi è diverso da noi. Un messaggio che ha commosso il pubblico e che conferma il valore del teatro come strumento di crescita personale, culturale e civile.Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore della Scuola di Teatro Elvira, Rolando Giancola:
«Sono lieto e felice che questi giovanissimi attori ci abbiano insegnato a ESSERE davvero e fino in fondo. Il loro spettacolo è uno spunto per tutti, per imparare a guardare dentro e fuori di noi e per costruire una pace priva di retorica, concreta, fondata sulla realtà del singolo e sulla capacità di preservare uno sguardo critico sulla società intera. Sono fiero, sentitamente, di tutti loro.»
Anche Carmela Colozza, Vicepresidente di Confcooperative Molise, ha voluto sottolineare il valore dell’iniziativa:
«Come Confcooperative Molise crediamo che investire nella cultura significhi investire nel futuro delle nostre comunità. Percorsi come quello realizzato dalla Scuola di Teatro Elvira dimostrano che il teatro non è soltanto un’esperienza artistica, ma un potente strumento educativo capace di formare ragazzi consapevoli e responsabili. È proprio dai bambini che bisogna partire per costruire una società più inclusiva e più pacifica. Sul palcoscenico imparano ad ascoltare, a collaborare, a rispettare le differenze e a trasformare la paura in coraggio: competenze che li accompagneranno per tutta la vita. Per questo Confcooperative Molise guarda con grande attenzione e sostiene iniziative culturali come questa, che attraverso l’arte seminano i valori della solidarietà, della cooperazione e della pace, contribuendo a rendere più forti e coese le nostre comunità. Siamo pronti a collaborare con tutte le realtà del territorio che scelgono di investire nella cultura e nei giovani come motore di crescita sociale.»
Una serata intensa e ricca di significato che ha dimostrato come il teatro possa essere molto più di uno spettacolo: un luogo dove i bambini imparano a conoscere sé stessi, a comprendere gli altri e a diventare cittadini capaci di costruire, ogni giorno, una autentica cultura della pace.
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