Home Economia Isernia: presentato il quadro economico molisano. La Banca d’Italia analizza il territorio. Il Molise rimane ancora una regione debole.

Isernia: presentato il quadro economico molisano. La Banca d’Italia analizza il territorio. Il Molise rimane ancora una regione debole.

Isernia: presentato il quadro economico molisano. La Banca d’Italia analizza il territorio. Il Molise rimane ancora una regione debole.
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Nella prima parte del 2019 è proseguita la fase di debolezza dell’attività economica regionale emersa già negli ultimi mesi dell’anno precedente.

Il quadro congiunturale dell’industria ha risentito soprattutto dell’andamento della domanda interna; le esportazioni si sono ridotte per effetto del calo delle vendite all’estero dell’automotive, cui si è contrapposto l’andamento positivo degli altri settori di specializzazione regionale. Le previsioni degli imprenditori rilevate dal sondaggio della Banca d’Italia delineano una sostanziale stabilità delle vendite nel breve termine. La debole fase ciclica e le prospettive ancora incerte condizionano le decisioni di investimento delle imprese: il processo di accumulazione del capitale stenta così a riavviarsi e i piani previsti per il prossimo anno non prefigurano una significativa espansione della spesa. Nel settore delle costruzioni sono emersi segnali di un lieve recupero dell’attività, con indicazioni favorevoli sull’andamento del valore della produzione e delle ore lavorate. Nel terziario, invece, il quadro congiunturale è apparso debole, con segnali negativi che hanno interessato il comparto turistico.

Nel mercato del lavoro l’occupazione è cresciuta a un ritmo attenuato rispetto al 2018: il divario nel confronto con i livelli pre-crisi, già colmato in Italia, resta significativo. La diminuzione del numero di persone in cerca di occupazione e la contestuale crescita delle forze di lavoro hanno determinato una riduzione del tasso di disoccupazione. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni è tornato ad aumentare sensibilmente, per effetto di interventi sia ordinari sia straordinari nell’industria manifatturiera.

Nei primi mesi dell’anno i prestiti bancari al settore privato non finanziario sono rimasti sostanzialmente stabili, a fronte dell’incremento rilevato in Italia e nel Mezzogiorno. I finanziamenti alle imprese si sono ridotti, risentendo di una domanda di credito ancora debole e di un lieve irrigidimento delle condizioni di offerta. La crescita del credito alle famiglie è stata sostenuta soprattutto dal credito al consumo, a fronte di un rallentamento dei prestiti per l’acquisto di abitazioni. La qualità del credito è rimasta nel complesso invariata rispetto allo scorso anno, mostrando tuttavia un lieve peggioramento per le imprese.

La crescita dei depositi bancari è proseguita, alimentata dal risparmio delle famiglie e dall’accumulazione di risorse liquide da parte delle imprese.

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