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La polenta di Pescolanciano in Castello

La polenta di Pescolanciano in Castello
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La delegazione di Isernia dell’Accademia Italiana della Cucina ha organizzato una giornata dedicata al piatto tipico locale, tra storia, cultura e valorizzazione della ristorazione dei piccoli borghi.

La polenta di Pescolanciano è stata protagonista nel maestoso Castello d’Alessandro in una serata organizzata dalla delegazione di Isernia dell’Accademia Italiana della Cucina, in collaborazione con il Comune di Pescolanciano e l’associazione IntraMontes.

Dopo il grande successo del convegno su emigrazione e cultura gastronomica con la straordinaria presenza di Enzo De Luca, Direttore Generale della Farnesina, l’Accademia Italiana della Cucina si congeda per il periodo estivo affacciando un altro argomento sul quale concentrerà l’attenzione nei prossimi anni: la ristorazione dei piccoli centri della provincia.

Nel giardino del Castello, domenica scorsa, si sono incontrati appassionati di cucina e del territorio, per raccontare e valorizzare un piatto tipico della cucina locale: la polenta. Il delegato provinciale dell’AIC di Isernia Franco Di Nucci ha esposto il programma di impegno futuro per le piccole comunità pentre, dalle attrattive turistiche, storiche e ambientali, alle curiosità culturali, dalla gastronomia locale alle interpretazioni dei piccoli ristoratori locali. «Nei tempi in cui le televisioni ci inondano di ingombranti cuochi spadellatori – ha detto Franco Di Nucci – è il momento di conoscere ed apprezzare questi piccoli umili lavoratori dei borghi, spesso figli dell’arte locale e di quelle pregevoli tradizioni gastronomiche dei posti e dell’uso sapiente dei prodotti degli ambienti montani». Dal giardino poi i partecipanti si sono addentrati nel castello in un’atmosfera magica di musiche uniche di autori e musicisti locali e la magnifica voce di Giulia Maselli. Caterina Palombo, professionista ambientale dell’associazione IntraMontes ha condotto i visitatori in un tour guidato, con la possibilità, binocolo al collo, di scorgere dalle finestre del maniero scorci panoramici mozzafiato e i percorsi storici dell’uomo: il Tratturo disegnato dalla natura lussureggiante delle erbe e dei colori. L’idea è di vedere il territorio con gli occhi del Duca d’Alessandro e avvertirne la presenza di grande proprietario di pecore, di vigile esattore e di pastore degli stazzi e delle genti transumanti. Domenico Padula, che è stato sindaco di Pescolanciano, ha parlato del suo progetto realizzato “Oh che bel castello!”, mostra sui manieri molisani, e infine della polenta di Pescolanciano, assaporata in un momento conviviale in ristorante.

«La Civiltà della Transumanza a cominciare dal 1700 – ha spiegato Anna Tartaglione dell’AIC di Isernia – è stravolta e nello stesso tempo arricchita dalle coltivazioni dei nuovi semi americani, granoturco o mais, che si trasformano in fondamentali nuovi pasti: la Pizza d grandign e la polenta». Estraendo da una pannocchia un seme originale antico coltivato nella sua Monteroduni, Anna Tartaglione ha mostrato l’origine della polenta denominata Frattacce, sorprendendo tutti. Pescolanciano ha meravigliato e incantato con musica, turismo sapiente e documentato e infine ristorazione di straordinaria bontà.

«È giusto  – ha concluso il delegato AIC di Isernia Franco Di Nucci – continuare tali percorsi di conoscenza di questi piccoli e incantevoli agglomerati delle zone interne spopolate e in alcuni casi quasi abbandonate. Sotto le apparenti ceneri cova il grande fuoco luminoso del futuro turistico e delle nuove e diversificate professioni della ospitalità, della produzione e della proposta dei cibi. L’Accademia Italiana della Cucina darà il suo contributo in linea con la sua funzione di Istituzione Culturale della Repubblica Italiana. C’è una certezza più che una speranza».

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