Home Cronaca Filignano: Decapitata la governace dell’Amministrazione separata dei beni civici della Frazione Cerasuolo. Storica sentenza del Tar Molise

Filignano: Decapitata la governace dell’Amministrazione separata dei beni civici della Frazione Cerasuolo. Storica sentenza del Tar Molise

Filignano: Decapitata la governace dell’Amministrazione separata dei beni civici della Frazione Cerasuolo. Storica sentenza del Tar Molise
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Riceviamo  e Pubblichiamo da Romeo Pacitti   Capogruppo della minoranza al  Comune di Filignano

Decapitata la governacedell’Amministrazione separata dei beni civici della Frazione Cerasuolo .Con sentenza n 181/2019 il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise adito con ricorso da alcuni cittadini ha posto fine ad un’azione amministrativa illegittima.

La lista ritenuta elettoralmente vincente, sostenuta oltre che dal Comune di Filignano, dalla Regione Molise e dal Ministero dell’Interno, i quali si sono costituiti in giudizio per sostenere l’infondatezza del ricorso, è stata cancellata.

I cittadini ricorrenti hanno sostenuto con convinzione che la volontà popolare non era stata rispettata, nell’elezione del Comitato per l’Amministrazione separata dei beni civici della Frazione Cerasuolo del Comune di Filignano del 23 aprile 2018, in quanto basata sulla considerazione dei soli voti di preferenza dati ai singoli candidati non riservando alcuna considerazione ai voti di lista; inoltre il decreto di indizione dei comizi elettorali risultava di ambigua formulazione ed era erronea ed incompleta la compilazione del verbale delle operazioni del seggio elettorale il cui segretario non era neppure iscritto nelle liste degli aventi diritto al voto della frazione di Cerasuolo – così come voluto dalla norma -.

Il TAR è stato dell’avviso che il decreto regionale di indizione delle elezioni appare incongruo e non rispettoso della volontà degli elettori in quanto contiene previsioni ambigue e contraddittorie tali da non consentire un risultato elettorale congruo e rispettoso della volontà espressa dagli elettori. Lo stesso decreto, pur avendo previsto la suddivisione dei candidati in liste, ha poi stabilito che sarebbero stati proclamati i candidati con maggior numero di voti il che appare non solo non rispettoso della volontà degli elettori ma anche incoerente con l’avvenuta suddivisione di candidati in due liste contrapposte .
In definitiva il TAR ha annullato i risultati elettorali rimettendo in pristino la situazione precedente ed estromettendo quindi tutti i neoeletti in quanto risultati a seguito di una elezione illegittima.

Si ringraziano gli avvocati Di Pardo Salvatore e Nicola Scapillati che con la loro azione altamente professionale hanno contribuito a far emergere con successo delle criticità rare e profonde.

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