Home Politica Legge di stabiltà, i Portavoce del M5S: “Resa umana una manovra che chiede sacrifici solo ai cittadini”.

Legge di stabiltà, i Portavoce del M5S: “Resa umana una manovra che chiede sacrifici solo ai cittadini”.

Legge di stabiltà, i Portavoce del M5S: “Resa umana una manovra che chiede sacrifici solo ai cittadini”.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MOVIMENTO CINQUE STELLE MOLISE (PORTAVOCE REGIONALI)

Il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle ha votato ‘no’ alla legge di stabilità in maniera convinta. La Giunta regionale ha portato in Aula il più importante documento di programmazione con mesi di ritardo e senza garantirci condivisione dei dettagli. Ma, soprattutto, con questa Manovra la politica toglie a tanti cittadini senza toccare nulla dei propri privilegi. Un esempio su tutti: l’aumento dei biglietti dei trasporti, una misura che colpisce studenti e lavoratori, tante famiglie che si spostano ogni giorno per studio e lavoro.

Su questo e su altre decine di argomenti ci siamo battuti riuscendo a ottenere risultati comunque importanti.

Abbiamo ottenuto miglioramenti nel campo del diritto allo studio, con l’aumento di fondi e la semplificazione amministrativa; in tema ambiente, assicurando omogeneità ed efficacia all’esercizio dell’azione di controllo della qualità ambientale, limitando i rifiuti speciali provenienti da fuori regione, modificando le norme per l’elaborazione e l’attuazione del Piano di gestione dei rifiuti. Abbiamo garantito maggiore trasparenza al settore degli appalti pubblici e abbiamo ottenuto l’istituzione di un fondo per il reinserimento in Molise dei cittadini molisani rientrati dal Venezuela in crisi.

Inoltre abbiamo ottenuto misure che cercano di riavvicinare cittadini e sistema sanitario regionale. Pensiamo ai molisani che devono subire un trapianto o che soffrono per una malattia rara. Per loro abbiamo impegnato la Regione a garantire la pubblicità delle misure previste, perché tanti cittadini non conoscono l’esistenza di questo genere di aiuti alle famiglie dei malati. Invece un’adeguata pubblicità degli stessi favorisce la spesa dei fondi previsti. D’ora in poi, quindi, Regione e Asrem dovranno divulgare le misure previste per queste categorie di cittadini in tutte le strutture e i presidi riferibili al sistema sanitario regionale, comprese farmacie, strutture private e ordini delle professioni sanitarie, anche tramite accordi e specifiche intese. Prevista anche la realizzazione di materiale comunicativo e diffusione dei moduli cartacei da fornire ai cittadini per richiedere i contributi, ovviamente in maniera gratuita  e tramite semplice richiesta verbale. Prevista, inoltre, anche una specifica sezione informativa sul portale Asrem. 

Ma nella riformulazione dell’intera legge, abbiamo ottenuto altri due importanti passaggi: aumentiamo il numero di accompagnatori, da uno a due, per chi deve subire un trapianto e chi soffre di una malattia rara e innalziamo il tetto di spesa giornaliero per i loro spostamenti dovuti alle cure, portandolo a 150 euro su territorio nazionale e 300 euro all’estero, al contempo dando priorità a questo tipo di pagamenti in capo all’Asrem. Provvedimenti importanti, tuttavia frenati dalla maggioranza che non ha aggiunto risorse al settore, anzi ha tagliato 100.000 euro. Noi, invece, abbiamo provato a garantire 300.000 euro in più a questi cittadini (per un totale di 500.000), prendendoli dai 900.000 euro in più che la Giunta ha previsto per le Comunità montane in liquidazione dal 2011. Ma Toma e la sua maggioranza si sono opposti, annunciando che faranno una proposta loro in sede di Bilancio di previsione, un risultato di cui andremo fieri, se sarà raggiunto.

Sempre in campo sanitario abbiamo presentato anche misure che abbattono le liste d’attesa, recependo il piano nazionale presentato nelle scorse settimane dal ministro della Salute, Giulia Grillo.

La nostra proposta supera l’attuale sistema che prevede tempi biblici per chi usufruisce delle strutture pubbliche, pagando il ticket, e tempi rapidi per chi invece prenota la stessa visita, con lo stesso medico, ma in intramoenia. In pratica, il medico che svolge attività libero professionale in ospedale non può visitare a pagamento un numero di pazienti superiore a quello che dovrebbe visitare in regime di sanità pubblica, quindi dietro pagamento del ticket. L’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza, ma il presidente Toma si è impegnato ad approvare un apposito ordine del giorno nel corso del primo Consiglio regionale utile, e a parlarne con la struttura commissariale. Noi vigileremo per capire se alle parole seguiranno i fatti. Inoltre attendiamo la prossima seduta sul Bilancio di previsione per provare a migliorare ulteriormente il Molise, come abbiamo sempre fatto.

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