Home Territorio Il Molise che non si cura del Molise. La lettera aperta di Gian Carlo Pozzo, di Teodoro Santilli e Marisa Margiotta sulla situazione di San Vincenzo al Volturno.

Il Molise che non si cura del Molise. La lettera aperta di Gian Carlo Pozzo, di Teodoro Santilli e Marisa Margiotta sulla situazione di San Vincenzo al Volturno.

Il Molise che non si cura del Molise. La lettera aperta di Gian Carlo Pozzo, di Teodoro Santilli e Marisa Margiotta sulla situazione di San Vincenzo al Volturno.
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Giovedì 7 marzo u.s., presso il museo archeologico di Napoli “Mann”, sono stati presentati i risultati -ed importanti reperti- relativi agli scavi condotti a settembre dello scorso anno, sotto la direzione del Prof.  Federico Marazzi dell’Università partenopea “Suor Orsola Benincasa”, presso la città monastica di San Vincenzo al Volturno.

Presenti all’evento, il direttore del Polo Museale del Molise, Leandro Ventura e l’assessore alla cultura della Regione Molise, Vincenzo Cotugno. Assenti, invece, i Sindaci di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno (sul cui territorio insiste il sito), non coinvolti nell’iniziativa ed, anzi, invitati solo pochi giorni prima della data fissata per l’occasione.

A beneficio di tutti, è bene ricordare che il complesso monumentale volturnense è, a livello mondiale, la più vasta e cospicua testimonianza della vita abbaziale (e non solo) dell’alto medio evo.

Risalente all’ottavo secolo e poi caduto nell’oblio sotto uno spesso strato di terra, fu “scoperto” negli anni ’80 dal Prof. Richard Hodges dell’Università di Sheffild (GB) il quale per lunghi anni ne curò gli scavi e che, in ciò, fu poi sostituito dal nominato Prof. Marazzi della citata Università campana.

La grande quantità dei reperti nel tempo rinvenuti (migliaia di cassette oltre ad affreschi, colonne, capitelli ed altro) indusse, agli inizi del millennio, a realizzare un museo (tanto costoso quanto esteticamente discutibile) in Castel San Vincenzo; tuttavia, trascorso un ventennio, esso non è ancora entrato in funzione.  L’abbandono sofferto dalla struttura (che pure rimane staticamente solida e che costituisce “deposito” di quanto emerso dagli scavi) ha peraltro provocato il suo progressivo ammaloramento.

Trascurando di operare ogni impulso per l’attivazione prima e, successivamente, per il necessario recupero dell’immobile, le locali articolazioni del MIBAC hanno tuttavia privilegiato il proseguimento degli scavi che, del resto, continuano a conferire ulteriori preziosi ritrovamenti. Ovviamente, dopo che i reperti sono stati estratti, le nuove aree scavate vengono solo sommariamente ricoperte al suolo (con ogni negativa conseguenza) non sussistendo risorse per la relativa adeguata e dignitosa tutela, valorizzazione e fruizione.

Peraltro, la già vastissima area della zona archeologica riportata alla luce nel corso di un trentennio, continua ad essere mortificata da coperture assolutamente indegne di uno dei luoghi  più insigni della spiritualità e della politica nella storia  europea, il quale -oggi- è coprotagonista (scarsamente credibile) di una specifica proposta di candidatura a patrimonio UNESCO. Inescusabile ritardo, d’altro canto, fa registrare l’impiego di pur insufficienti fondi destinati al risanamento e/o rifacimento di tali coperture.

Assumendo che la loro permanenza sul naturale territorio non ne permette la fruizione, il Polo Museale consente, d’altro canto, che i reperti più preziosi lascino la loro sede propria (il ritorno alla quale non parrebbe scontato) e vengano “dispersi” anche fuori regione, senza peraltro informarne e darne alcun conto  ai competenti Enti Locali ed alle relative Popolazioni.

Tutto ciò stride, ancor più, con la stessa normativa di settore (V. D.Lgs 42/2004; Codice dei beni culturali e del paesaggio L.137/2002) che è  fortemente ispirata al principio di “leale collaborazione e cooperazione interistituzionale”.

In questo quadro, considerato che il patrimonio in argomento è una delle risorse sulle quali l’Alta Valle del Volturno può contare per il suo riscatto socio-economico ed il conseguente contrasto del suo spopolamento, si chiede di prendere in seria considerazione l’eventualità che:

  • venga sospesa ogni ulteriore attività di scavo nell’area archeologica;
  • detta attività venga ripresa solo ove siano disponibili i fondi necessari alla successiva, adeguata e dignitosa copertura;
  • venga sostenuto ed agevolato, in Castel San Vincenzo, l’inizio dei lavori per il recupero del Museo di San Vincenzo al Volturno;
  • venga verificata la corretta catalogazione di tutti i reperti rinvenuti nel sito, specie relativamente agli ultimi anni;
  • venga reso pubblico l’elenco dei reperti che sono stati portati fuori area, la loro attuale collocazione ed i tempi previsti per il loro rientro;
  • vengano sollecitamente impiegati i fondi da tempo disponibili per il rifacimento delle coperture degli scavi;
  • a Museo recuperato, se non possibile prima, tutti i reperti portati altrove facciano rientro;
  • i Sindaci di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno vengano tempestivamente informati dei ritrovamenti effettuati;
  • la presentazione dei risultati delle campagne di scavo abbia dapprima luogo nella sede naturale e solo successivamente altrove;
  • l’Università del Molise si proponga quale protagonista della funzione di ricerca, nell’ambito dell’area archeologica di San Vincenzo al Volturno compresa nei comuni di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno, ora esclusivamente esercitata da altro Ateneo, estraneo al Territorio.

 

Inoltre, al Signor Ministro, si chiede in particolare di valutare la eventualità di assicurare al Molise titolari delle locali articolazioni del MIBAC che siano stabili e a tempo pieno, con i quali siano possibili durature intese e che cessi l’avvicendarsi di dirigenti interinali o che permangano nell’incarico solo pochi mesi.

Al Signor Presidente della Regione viene invece rivolta la preghiera di appoggiare il delineato programma, evitando, in futuro, di far presenziare suoi autorevoli rappresentanti ad eventi che si svolgono fuori dal Molise ed all’insaputa degli Enti Locali competenti, così evitando di avallare la “spoliazione” di questi ultimi e della relativa Popolazione.

Alta Valle del Volturno, lì 15 marzo 2019

 

Il delegato dell’Arciabate di Montecassino e San Vincenzo al Volturno, per l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno  Gian Carlo Pozzo

 

Il Sindaco di Castel San Vincenzo                                                     Marisa Margiotta

 

Il Sindaco di Rocchetta a Volturno                                                     Teodoro Santilli

 

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