Home Cucina Colli a Volturno: comunità in lutto per la scomparsa di Ermindo Cardarelli, uno dei decani della ristorazione molisana con la sua “Falconara”.

Colli a Volturno: comunità in lutto per la scomparsa di Ermindo Cardarelli, uno dei decani della ristorazione molisana con la sua “Falconara”.

Colli a Volturno: comunità in lutto per la scomparsa di Ermindo Cardarelli, uno dei decani della ristorazione molisana con la sua “Falconara”.
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L’ultimo saluto ad Ermindo previsto per domani alle ore 15 all’interno della chiesa di San Leonardo.

COLLI A VOLTURNO. Da dove partire. In questo momento di tristezza mancano le parole e gli occhi fanno fatica a rimanere aperti e soprattutto a non tirare fuori lacrime di dolore e di sofferenza. Ma come fare? Ermindo va ricordato. Va ricordato in ogni suo sorriso e in ogni sua tirata d’orecchie sul lavoro e nella vita di ogni giorno.

Partiamo da lui. Chi era? Ermindo Cardarelli, formatosi presso la scuola alberghiera di Roccaraso e gestore dello storico ristorante “LA FALCONARA”, ubicato in località Castiglioni di Colli a Volturno. Un decano della ristorazione locale e molisana, divenuto famoso negli anni ottanta per l’organizzazione dei matrimoni all’interno della sua struttura e per i piatti innovativi proposti a tutta la sua innumerevole clientela. Nel corso degli anni e fino al 2018 ha trasformato il suo ristorante in un punto di ritrovo assoluto per giovani e meno giovani, dove festeggiare grandi eventi, cerimonie e organizzare qualsiasi tipo di momento di ritrovo. Si è specializzato nell’ultimo 15ennio nella pizzeria e anche in quel settore aveva avuto un enorme successo.

La sua priorità: l’utilizzo di prodotti molisani e abruzzesi, soprattutto salumi, formaggi e verdure, provenienti dai produttori suoi stretti amici e collaboratori.

L’Uomo: beh qui potremmo aprire un capitolo infinito. Definitelo pure burlone, arrogante e un tenero bonaccione ….fate voi. Lui era tutto e soprattutto era amato dalla collettività collese per il suo modo di fare e soprattutto per il suo cuore. Ermindo non diceva mai di no a nessuno ed in compenso nella sua vita terrena ha ottenuto solo tanti si e bene assoluto dai suoi colleghi ristoratori, dai suoi amici e dalla sua famiglia.

La sua famiglia. Papà Roberto, Mamma Amalia, la moglie Stefania e le figlie Amalia e Simona, che oltre a perdere un pezzo di cuore, perdono un riferimento ed un ingegnoso lavoratore, che ha lasciato tutto quello che sapeva ora nelle loro mani. A sostenerlo sempre, anche Mario e Stefania, le loro figlie Arianna e Lucia e il caro Tonino. Ma non è questo quello che conta. Basti pensare la folta schiera di cuochi, camerieri e pizzaioli che sono passati nel suo locale in questi anni. Una parte dell’attuale generazione di trentenni e quarantenni collesi è cresciuta con lui e professionalmente si è formata nelle mura, sempre amiche, della Falconara.

Il brutto male che da anni lo tediava, lo ha portato via passo dopo passo, giorno dopo giorno. Ma lui, ve lo dice chi lo ha conosciuto bene e lo ha amato come un secondo padre, non si è mai abbattuto e soprattutto al malessere ha risposto sempre con un sorriso, come per dire: “Ma cosa vuoi da me, io lotto e non mollo e mi faccio la mia vita”.

L’ultimo saluto ad Ermindo è previsto per domani alle ore 15 all’interno della chiesa di San Leonardo in Colli a Volturno. Paese al quale mancherà un pezzo di cuore ed il volto di un “burlone” 50enne sempre pronto ad offrire la sua collaborazione e la sua professionalità a tutti, nessuno escluso. 

Ed ora il ricordo personale: il tuo solito e nutrito gruppo di amici , dei quali già conosci il nome, non ha bisogno di dire chi sei stato e cosa hai fatto nella tua vita. Tu eri tutto e anche di più….Personalmente lasci nel mio cuore, un senso di vuoto e di angoscia, perché ora quando salirò alla Falconara non ascolterò più la tua voce altisonante che grida “GIORNALAIO BUONASERA”, e si perché tu mi chiamavi così e per me quello era il più grande complimento che potessi farmi. Io ero il tuo giornalaio del cuore e tu eri il mio ristoratore ….sempre presente e soprattutto sempre pronto ad aprire il cuore e le tue enormi braccia ai miei problemi e alle mia chiacchiere. 

Ora come un leone, hai tentato di vincere la tua battaglia, quella più importante e ci hai provato con tutte le tue forze, senza riuscirci ma con grande umiltà. Tutto non sarà mai più come prima, ma di sicuro sono felice perché nel mio percorso di vita ho incontrato uno come te…solido, severo a tratti, amorevole e un grande uomo pronto a tutto e con il cuore a disposizione di tutti.

Che la terra ti sia lieve…

Il tuo giornalaio

Michele Visco.

 

 

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