Home Territorio Forche Caudine: i dati Cresme sull’abusivismo sono opinabili per quel che riguarda la nostra regione.

Forche Caudine: i dati Cresme sull’abusivismo sono opinabili per quel che riguarda la nostra regione.

Forche Caudine: i dati Cresme sull’abusivismo sono opinabili per quel che riguarda la nostra regione.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA ASSOCIAZIONE FORCHE CAUDINE – ROMA

 Il Molise in testa per abusivismo edilizio in Italia? Se il Cresme, autore della ricerca in merito, ne è convinto, l’associazione “Forche Caudine” scuote la testa. E dimostra che i dati dell’istituto di ricerca sull’edilizia sono opinabili.

Innanzitutto non è facile calcolare con esattezza, nella sua complessità, il fenomeno dell’abusivismo edilizio – evidenzia una nota del sodalizio romano. “Analogamente a quanto avviene per il sommerso in genere, ad esempio per il lavoro nero o per l’evasione fiscale. come si fa a quantizzare in modo assoluto e semplicistico ciò che gli organi preposti non riescono per primi ad individuare ed a sanzionare? – si chiede l’associazione.

Andando nello specifico, “Forche Caudine” evidenzia anomalie nelle cifre. “Più che numeri puri e dati, abbiamo letto soprattutto percentuali ed istogrammi, probabilmente frutto anche di stime e di analisi. E ad una nostra richiesta di contatto telefonico con l’autore della ricerca, il dottor Toso, il Cresme s’è trincerato dietro una richiesta di mail, a cui non abbiamo avuto risposta. Ed anche il raffronto con le fonti accende qualche perplessità. Ad esempio: perché se la percentuale del Cresme relativa alle abitazioni abusive del Molise è al 71 per cento, quella di Legambiente è addirittura al 45,8 per cento, cioè più bassa di oltre 25 punti?”.

Ma c’è un altro dato recente che “Forche Caudine” pesca nel mare magnum delle cifre e contrappone alla ricerca del Cresme: il Molise è al vertice delle regioni italiane per minore cementificazione, addirittura al 2,5 per cento, sui livelli dei Paesi scandinavi. La fonte, l’Eurostat, cioè l’istituto di statistica dell’Unione europea, è certamente più autorevole di tutti gli altri.

Beh, c’è una differenza evidente tra il cosiddetto sprawl edilizio, cioè la città diffusa, che possiamo trovare ad esempio in Campania o in Sicilia, rispetto all’assenza di urbanizzazione selvaggia in tutto l’entroterra molisano – continua la nota dell’associazione. “Infatti nel Molise le ordinanze di demolizione sono soltanto 440. Non è questione di campanilismo, né vogliamo sostenere che nel Molise non esista abusivismo; ma i numeri vanno spiegati, altrimenti si rischia di riesumare la famosa media di Trilussa tra chi mangia due polli e chi nessuno e, per media, risulta mangiarne uno”.

Forche Caudine”, che ha anche parlato con diversi sindaci, collega l’alta percentuale al primato molisano per emigrazione.

Quando nel 2010 l’Agenzia delle entrate ha lanciato la campagna per far emergere i fabbricati fantasma, con una sanatoria chiusa il 30 aprile 2011, sono ‘emerse’ circa un milione e 200mila unità in tutta Italia. Nel Molise la maggior parte era costituita da abitazioni rurali, fabbricati diruti o demoliti, cioè vecchissimi edifici. A questi si possono aggiungere i tanti edifici abbandonati da famiglie emigrate all’estero, di cui il più delle volte non si sa più nulla. Basterebbe ricordare che nel mondo contadino si era soliti costruire piccoli edifici ad uso soprattutto della pastorizia, senza registrarli anche per il diffuso analfabetismo. Un po’ come si facevano le compravendite registrate attraverso semplici pezzi di carta, senza passare per il notaio. Ciò ha determinato gli attuali e diffusissimi problemi di successione tra decine di eredi sparpagliati per il mondo”.

L’associazione rimanda quindi al mittente primati non meritati, nonché le conseguenti battute di Maurizio Crozza sull’abusivismo e sugli impiegati del catasto di Campobasso, “unici abitanti della regione”. Spiegano da Roma: “Ma lo sa Crozza che questo organo acquisisce unicamente dati e non ha funzioni di verifica o ispettive, che spettano invece agli uffici comunali e all’Agenzia delle entrate?”.

Forche Caudine” lancia infine un invito alla Regione di muoversi per contrastare queste continue gettate di fango sul Molise, per cui poi “si fa il triplo della fatica a promuovere un prodotto o un elemento culturale a fronte di accresciuti pregiudizi”. Conclude la nota: “Basterebbe un buon ufficio comunicazione, casomai supportato da un centro studi e dall’ufficio legale, per invertire l’andazzo e fare chiarezza nelle ormai continue situazioni negative per la regione, le uniche che raggiungono la platea nazionale”.

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