Home Politica Elezioni di Midterm 2018 negli Stati Uniti: il partito democratico riconquista la Camera dei Rappresentanti e Nancy Pelosi, originaria di Fornelli, torna protagonista.

Elezioni di Midterm 2018 negli Stati Uniti: il partito democratico riconquista la Camera dei Rappresentanti e Nancy Pelosi, originaria di Fornelli, torna protagonista.

Elezioni di Midterm 2018 negli Stati Uniti: il partito democratico riconquista la Camera dei Rappresentanti e Nancy Pelosi, originaria di Fornelli, torna protagonista.
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RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO DA LUCIANO  MASCIO 

Le sue origini in una bella storia di emigrazione.

Nancy D’Alessandro Pelosi è indubbiamente una delle personalità più in vista del mondo politico americano. E’ noto che una parte della sua storia familiare ha origini abruzzesi e molisane ma che le radici di suo nonno materno, Nicola Lombardi, nato nel lontano 1878, da Giovanni Lombardi (1854) e Antonietta Petrarca (1853), fossero di Fornelli è un’autentica novità. La ricostruzione è stata effettuata, dopo un paziente lavoro di svariati mesi, essendo il sottoscritto un grande appassionato di ricerche genealogiche con il grande desiderio di conoscere le origini, la provenienza e i fatti che hanno coinvolto le generazioni passate .

Le conclusioni per affermare ciò che ho asserito poc’anzi sono scaturite dal ritrovamento di una lettera spedita a mia nonna materna, Giovannina Lombardi, nel lontano 1957, a Monteroduni, da suo cugino, Nicola Lombardi, nonno di Nancy, attualmente capogruppo della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti e in passato terza carica dello stato e deputata dal 1987.

La lettera era stata spedita da Nicola L., in occasione del 52° anniversario di matrimonio, da Baltimora, nel Maryland e ritrovata solo pochi mesi fa in una raccolta di foto e documenti di famiglia. E’ da questa lettera che ho potuto ricostruire questa bellissima storia di successo dell’emigrazione italiana dei primi anni del Novecento.

In quegli anni e per circa tre decenni consecutivi, come si evince dall’”Annuario di Statistica dell’Emigrazione italiana dal 1876 al 1925”, oltre 20 milioni di persone confluirono da tutta l’Europa verso gli Stati Uniti che, in quel periodo, stavano vivendo una crescita economica senza precedenti. Circa quattro milioni di connazionali cercarono fortuna negli States e tra questi circa 130 mila molisani. Il loro intento principale era quello di migliorare le condizioni di vita e di usare i soldi guadagnati negli Usa per alleviare la situazione di crisi che l’Italia si trovava a vivere in quegli anni, ma, poi, hanno preferito mettere radici nella terra che li aveva ospitati con svariate fortune.

Dai registri di navigazione e di immigrazione ho desunto che Nicola Lombardi, nato a Fornelli nel marzo del 1878, migrò negli Stati Uniti nel 1899 e, dopo una permanenza di circa 6 anni a Natick, a Settembre del 1905, sposò Concettina Milio, probabilmente di origini siciliane. Ritornò a Fornelli e fu in terra italiana che nacquero quattro dei suoi 5 figli Luigi, Gaetano, Annunziata, Vetullia e Adelaide. Il desiderio di una vita nuova o la consapevolezza di migliorare la propria posizione economica spinse Nicola, allora trentaquattrenne, come si evince dalla lista passeggeri della nave Duca d’Aosta, ad imbarcarsi da Napoli con tutta la famiglia per gli  States e il 26 Giugno del 1912 dopo 13 giorni di navigazione arrivò nel centro deputato all’accoglienza degli emigrati, l’isoletta di Ellis Island, che si trova di fronte a Manhattan.

In un primo momento il centro deputato all’accoglienza dei migranti era Castel Garden che, però, ad un certo punto, si rivelò insufficiente ad accogliere la sempre più enorme massa di gente e si scelse Ellis Island, un tempo adibita dall’esercito americano a deposito di armi e munizioni.

A proposito di Ellis Island George Perec, poeta francese, lo definì il “non luogo” o “l’isola delle lacrime” e, descrivendo il momento della identificazione degli immigrati, scrisse:

L’ispettore disponeva di circa due minuti per decidere se l’emigrante aveva o no il diritto di entrare negli Stati Uniti e prendeva questa decisione, dopo avergli posto una serie di 29 domande: come si chiama?, da dove viene?, perché viene negli Stati Uniti?, quanti anni ha?, quanti soldi ha?, dove li tiene?, me li faccia vedere; chi ha pagato la sua traversata?, ha firmato in Europa un contratto per venire a lavorare qui?, ha degli amici qui?, parenti?, qualcuno può garantire per lei?, che mestiere fa?, lei è anarchico?. Se il nuovo arrivato rispondeva in un modo che l’ispettore riteneva soddisfacente, l’ispettore stampigliava il visto e lo lasciava andare, dopo avergli dato il benvenuto “Welcome to America”; se c’era il benché minimo problema, scriveva sul foglio S.I., che voleva dire Special Inquiry, ispezione speciale, e l’emigrante veniva convocato, dopo una nuova attesa, davanti a una commissione composta da tre ispettori, uno stenografo e un interprete, che sottoponevano il candidato all’emigrazione, ad un interrogatorio molto più approfondito.”

Nicola, con tutta la sua famiglia, superò l’ostacolo dei meticolosi e puntigliosi controlli di Ellis Island, descritti minuziosamente dal poeta George Perec, rispondendo alle 29 domande che sono impresse sui registri di trasporto degli immigrati, redatti da parte dei capitani dei transatlantici sul “Manifesto dei passeggeri stranieri per gli Stati Uniti” (consultabile online sul sito di ellisislandrecords.org). Una volta superati i controlli molto probabilmente attraverso le conoscenze acquisite nella sua prima permanenza negli States o chiamato da parenti Nicola, con tutta la famiglia andò a Baltimora nel Maryland, dove vi rimase per tutta la vita. Dalle schede di registrazione alle liste di leva della Prima e Seconda Guerra Mondiale e dai censimenti della popolazione, che si sono susseguiti dal 1905 al 1940, ho desunto che Nicola aveva un lavoro come  “Maccaroni manifacturer” (pastaio) in N. Gay 433 di Baltimora, che era nato nel 1878 a Fornelli e viveva al 204 di Albertmarle Street con Concettina Milio in Lombardi sua moglie, e i propri figli, proprio la stessa via che si evince dalla lettera inviata a mia nonna nel 1957. La cosa più sorprendente è stata quella di scoprire che, la figlia Annunziata, nata a Fornelli nel marzo del 1909, sposò, il 20 ottobre del 1928, Thomas J. D’Alessandro, nato ad agosto del 1903. Questo episodio a molti potrebbe non dire nulla, se non per il fatto che, Thomas  D’Alessandro, anch’egli di origini Italiane e precisamente di Montenerodomo in provincia di Chieti, divenne sindaco di Baltimora dal 1947 al 1959 e successivamente personaggio di spicco della politica americana di quegli anni. Molto bella è la foto che ritrae la famiglia D’Alessandro al fianco del presidente J. F. Kennedy alla Casa Bianca il giorno del giuramento come Membro del Consiglio di Rinegoziazione dell’Ufficio Ovale, nel marzo del 1961. 

Dal matrimonio tra Annunziata Lombardi e T. D’Alessandro J. nacquero 5 figli: Franklin, Nicholas, Hector, Joseph e Nancy (Annunziata). Nancy Annunziata D’Alessandro è risultata la più famosa della famiglia per essere diventata la prima speaker donna del Congresso della Camera degli Stati Uniti dal 2007 al 2011. E’ stata la prima donna, prima Californiana e prima italo americana di origini molisane, da parte di madre, a ricoprire questa carica, risultando la prima donna che ha raggiunto il grado più elevato nelle istituzioni politiche federali degli Stati Uniti. Oggi è conosciuta come Nancy Pelosi per aver sposato Paul Pelosi, uomo d’affari californiano, conosciuto al Trinity College di Washington nel periodo universitario.

Questo lavoro è il risultato di un rapido e sommario esame di una piccola parte della documentazione, abbondante e dettagliata, raccolta dal sottoscritto. E’ bastato incrociare la documentazione originale, quella relativa agli archivi on line di Ellis Island, gli indici delle liste di leva dove sono inclusi il nome, l’età, la data di nascita, il luogo di nascita, la residenza, le informazioni sul datore di lavoro, l’indirizzo di residenza negli States.  A questa ricerca ho abbinato quella condotta negli archivi parrocchiali e presso l’Archivio di Stato di Isernia e, pertanto, non mi resta che ringraziare tutti coloro che hanno contribuito, in qualsiasi maniera, alla stesura di questo lavoro. Un sentito ringraziamento va ai dipendenti dell’Archivio di Stato di Isernia che, mossi da una vera passione verso il loro lavoro, mi hanno permesso di consultare registri e svolgere le ricerche genealogiche nei loro uffici con consigli e suggerimenti sempre proficui. La loro grande pazienza e straordinaria collaborazione sarà necessaria anche per le prossime ricerche ancora da perfezionare sul brigantaggio, sulla genealogia in generale e su episodi della Seconda Guerra Mondiale che hanno riguardato membri della mia famiglia.

Luciano Mascio

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