Home Sport “L’Integrazione silenziosa delle società sportive del territorio”. La nota di Michele Antenucci presidente Aesernia 2017-Asd Macchia.

“L’Integrazione silenziosa delle società sportive del territorio”. La nota di Michele Antenucci presidente Aesernia 2017-Asd Macchia.

“L’Integrazione silenziosa delle società sportive del territorio”. La nota di Michele Antenucci presidente Aesernia 2017-Asd Macchia.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MICHELE ANTENUCCI.

Questa nota nasce non tanto con finalità polemica verso un lodevole progetto, bensì come ammonimento alle istituzioni che molto spesso non si mostrano attente a ciò che accade sul proprio territorio, dove operano tanti giovani volenterosi che, in silenzio e senza scopo di lucro, creano iniziative positive per la propria città e i propri paesi.

Il riferimento è al progetto dell’Asd Mandela, prima squadra di calcio composta esclusivamente da richiedenti asilo, creata dal Consorzio di libere imprese, di cui fanno parte tre società che gestiscono centri d’accoglienza, con il sostegno di Figc e Prefettura di Isernia, con l’obiettivo di promuovere l’integrazione, e presentata con tanto di cerimonia ufficiale.  

Ribadisco la bontà dell’iniziativa, ma non posso non sottolineare come, ormai da tempo e senza alcun sostegno istituzionale, numerose associazioni sportive del territorio pentro, e regionale in genere, pratichino l’accoglienza e l’integrazione vere, includendo nelle proprie squadre – messe in piedi a fatica per far fronte alle tante spese – giovani migranti, che in questo modo si confrontano costantemente con i ragazzi del posto, condividendone spazi e creando rapporti d’amicizia.

Nella sola Aesernia 2017, squadra che milita nel Campionato calcistico di Prima Categoria Molisana temporaneamente ancora con il titolo della vecchia Asd Macchia, ci sono sei richiedenti asilo, provenienti anche dai paesi limitrofi, che regolarmente si allenano e scendono in campo insieme agli altri compagni dimostrando il valore di vivere uniti lo sport. Compagni che, nella stragrande maggioranza dei casi, pur non percependo alcun rimborso, si preoccupano anche del trasferimento di questi giovani dal centro d’accoglienza, che a volte non si trova neanche in un paese vicinissimo, a Isernia per allenarsi e giocare.

Questo accade per noi, che abbiamo voluto riportare nel capoluogo pentro una squadra appartenente ad una categoria minore per dare continuità magari ad un percorso sportivo che parte dai bimbi e che arriva alla serie D, e per tante altre società. Questa è l’integrazione attraverso lo sport che intendiamo far conoscere a tutti, in particolare alle istituzioni.

 

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