Home Politica “Scrutatori sorteggiati fra disoccupati è mancia di Stato”. L’intervento dell’onorevole Annaelsa Tartaglione.

“Scrutatori sorteggiati fra disoccupati è mancia di Stato”. L’intervento dell’onorevole Annaelsa Tartaglione.

“Scrutatori sorteggiati fra disoccupati è mancia di Stato”.  L’intervento dell’onorevole Annaelsa Tartaglione.
103
0

“Scrutatori sorteggiati fra disoccupati è mancia di Stato”.

L’intervento dell’onorevole Annaelsa Tartaglione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA ONOREVOLE ANNAELSA TARTAGLIONE.

ELEZIONI: TARTAGLIONE (FI), SCRUTATORI SORTEGGIATI FRA DISOCCUPATI E’ MANCIA DI STATO =

Roma, 8 ott. (AdnKronos) – “In questo provvedimento sono presenti disposizioni che stabiliscono l’esclusione alla funzione di componente dell’ufficio elettorale per coloro che sono stati condannati anche in via non definitiva per i reati contro la pubblica amministrazione e per i delitti di cui all’articolo 416-bis. Anche in questo caso il governo non si smentisce e non manca di dimostrarci il suo amore per le manette”. Lo ha detto Annaelsa Tartaglione, deputata di Forza Italia, intervenendo in aula durante la discussione generale sulla proposta di legge Elezioni. ”Il testo -ha aggiunto- prevede modifiche alla disciplina sulla scelta degli scrutatori stabilendo che questa venga effettuata tramite sorteggio dei nominativi compresi nell’albo degli scrutatori e introduce una riserva dei posti per coloro che sono disoccupati da almeno 30 giorni. Con queste mance di Stato il governo vuole sostanzialmente dare dei contentini ma quello che serve è creare lavoro, creare occupazione, non sono certamente sufficienti dei posti riservati nei seggi elettorali”. “Proporre il sistema del sorteggio -ha detto la deputata azzurra- serve soltanto per risultare dei paladini della trasparenza, ma non porta assolutamente a nulla. Molto spesso infatti scrutatori incompetenti determinano il prolungarsi di operazioni di voto, mettendo in discussione la trasparenza, la correttezza e la legalità. Noi di Forza Italia, che crediamo nel merito, pensiamo sia importante investire sulla formazione e fornire a tutti i soggetti che assumono un ruolo nel seggio elettorale, le conoscenze idonee per poter svolgere al meglio il compito a cui sono chiamati”.

Gentile Presidente, Onorevoli colleghi, la proposta di legge all’esame dell’Aula ha un duplice oggetto: come prima cosa, si propone di introdurre alcune misure, prevalentemente attraverso modifiche al procedimento elettorale, che hanno l’obiettivo di assicurare maggiore trasparenza all’elezione; e, in secondo luogo, si pone l’obiettivo di ampliare la possibilità di voto, limitatamente alla consultazione referendaria, anche a coloro che si trovino momentaneamente fuori dal comune di residenza.

Il gruppo di Forza Italia ha certamente apprezzato lo spirito propositivo del progetto di legge in esame, presentato e discusso con il fine di rendere il procedimento elettorale, preparatorio e di contorno, più equo, imparziale e trasparente. Tuttavia, al di là di alcune misure che certamente condividiamo e di buonsenso comela norma che non consente assunzioni nelle società partecipate nei 60 giorni precedenti le elezioni, utilizzate nel tempo come un classico strumento di clientelismo, vi sono evidenti punti di criticità che abbiamo denunciato con forza durante l’esame del provvedimento in Commissione e che illustriamo chiaramente nella nostra questione pregiudiziale di costituzionalità.
Purtroppo il confronto in Commissione è stato pressoché azzerato alla luce di un atteggiamento della maggioranza di completa indisponibilità che si è riversata nel rigetto di ogni proposta di buon senso proveniente dai gruppi di minoranza e in una assoluta chiusura al dialogo. Proprio per questo motivo, mi appello a voi, Onorevoli colleghi al fine di adoperarci per una attenta riflessione prima dell’approvazione del provvedimento.
Un punto su cui bisognerebbe soffermarsi e riflettere attentamente sono le disposizioni che stabiliscono l’esclusione alla funzione di componente dell’ufficio elettorale per coloro che siano stati condannati anche in via non definitiva per i reati contro la pubblica amministrazionee per i delitti di cui all’articolo 416-bis.
Tali disposizioni sono censurabili per violazione del principio di uguaglianza, sancito dall’articolo 3 della Costituzione, poiché prevedono un trattamento di sfavore nei confronti dell’imputato per cui non sia intervenuta una sentenza di condanna definitiva, ritualmente emanata da un giudice.

Viene dunque introdotta una forma di irragionevole disparità di trattamento e una evidente lesione anche del principio di presunzione di non colpevolezza previsto dall’articolo 27 della Costituzione: nel processo tutti gli imputati godono della medesima presunzione di non colpevolezza nonché delle medesime garanzie rispetto alla valutazione giudiziale del fatto.
L’articolo 27 della nostra Carta suprema, infatti, al secondo comma, afferma che “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”: eppure quanto previsto dal presente provvedimento sembra essere una nemesi rispetto al diritto di non colpevolezza poiché è sufficiente una condanna di primo grado per vedersi escluso dalla funzione di componente dell’ufficio elettorale.
Ebbene, anche attraverso questo provvedimento il Governo non manca di dimostrarci di amare appassionatamente le manette, di infliggere pene prima ancora che la magistratura faccia il suo lavoro. Tutto ciò è aberrante e ribadisco che non si può reputare colpevole un soggetto fino a quando non intervenga una sentenza definitiva di condanna. Fino a quel momento si può essere considerati solo imputati di un fatto costituente reato e “presunti non colpevoli” di quel fatto.
Oltre a questa evidente lesione dei principi fondativi della nostra Carta costituzionale, tale provvedimento introduce delle modifiche alla legge n. 95 del 1989 in merito alla disciplina relativa agli scrutatori. Tra gli interventi più rilevanti sono apportate alcune modifiche alla disciplina concernente la scelta degli scrutatori di ciascuna sezione elettorale, prevedendo che questa venga effettuata dalla commissione elettorale comunale non più per nomina, attingendo all’albo degli scrutatori, bensì tramite sorteggio dei nominativi compresi nel predetto albo.

Entrando più nello specifico, viene introdotta una riserva dei posti di scrutatore-pari alla metà arrotondata per difetto- a coloro che si trovano, da almeno 30 giorni dal momento del sorteggio in stato di disoccupazione, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 150 del 2015.
Proprio con questa disposizione, per chi non se ne fosse accorto, tornano le mance di Stato tanto care a questo Governo. C’è un filrouge che continua a legare incessantemente le iniziative di questa maggioranza: creare assistiti di breve periodo e disoccupati di lungo periodo. Quello che però sfugge è che non è con i sussidi o con interventi spot che si fa ripartire il Paese. Si ha invece un disperato bisogno di interventi per l’occupazione, di politiche attive e di una cultura che agevoli il lavoro e che premi il merito e non la disoccupazione.
I cittadini che non hanno un lavoro e, sfortunatamente, non riescono a garantire ai loro figli un futuro versando, quindi, in uno stato di grande difficoltà non hanno bisogno di posti riservati per accedere alla carica di scrutatore, che tra l’altro ha una durata di breve periodo, ma hanno bisogno di essere incoraggiati, motivati e di trovare un vero lavoro e non dei meri palliativi.

Questo populismo da strapazzo che ormai pervade le Aule parlamentari non riesce a convincerci della bontà di un provvedimento che è un “fritto misto” di una serie di norme che stanno insieme senza logicità. E, dunque, colleghi lasciatemi concludere con un monito che auspico possa essere accolto da questa maggioranza: proporre interventi come il presente provvedimento, soltanto per poter ergersi da paladini della trasparenza, non porta assolutamente a nulla.
Al contrario, noi di Forza Italia pensiamo da sempre che bisogna puntaresul merito e sulle capacità delle persone. Succede molto spesso che scrutatori incompetenti determinano il prolungarsi di operazioni di voto, e questo, sì, mette in discussione la trasparenza, la correttezza e la legalità delle operazioni di voto. Sarebbe, infatti, importante investire sulla formazione e fornire a tutti i soggetti, che assumono un ruolo nel seggio elettorale,le conoscenze idonee per poter svolgere nel migliore dei modi possibili il loro lavoro.

Siamo ancora in tempo, non lasciamoci immobilizzare da questo populismo, ma lavoriamo concretamente per rendere veramente trasparente e corretto il processo elettorale a salvaguardia del nostro voto e della democrazia.

(103)