Home Sociale Chiusura del ponte Sente, l’onorevole Tartaglione interroga il ministro Toninelli: “In ballo la sopravvivenza della nostra Regione”

Chiusura del ponte Sente, l’onorevole Tartaglione interroga il ministro Toninelli: “In ballo la sopravvivenza della nostra Regione”

Chiusura del ponte Sente, l’onorevole Tartaglione interroga il ministro Toninelli: “In ballo la sopravvivenza della nostra Regione”
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Iniziativa dell’esponente di Forza Italia dopo i disagi che hanno coinvolto diversi comuni tra il Molise e l’Abruzzo: “Cosa intende fare davvero il governo per scongiurare il rischio isolamento?” 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA ONOREVOLE ANNAELSA TARTAGLIONE.

 ROMA. L’onorevole Annaelsa Tartaglione ha presentato oggi alla Camera una interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in merito alla chiusura del viadotto Sente – Longo, predisposta dalla provincia di Isernia per “estrema pericolosità”.

Il ponte, tra le infrastrutture più importanti d’Europa nel suo genere, collega due regioni e ha consentito negli anni alla città di Agnone di essere il centro nevralgico dell’Alto Molise e per molti comuni della vicina Abruzzo. La chiusura porta quindi non solo evidenti disagi a molti centri della zona ma ridimensiona il ruolo di una cittadina storicamente ed economicamente rilevante come Agnone, con inevitabile impoverimento e ulteriore isolamento per il Molise stesso, già provato da antiche e irrisolte carenze infrastrutturali.

“La Provincia di Isernia – fa notare la parlamentare azzurra – in seguito all’entrata in vigore della legge Delrio ha modificato il suo status in ente di secondo livello con conseguenze catastrofiche per il territorio, costretta quindi ad ordinare la chiusura del viadotto e sperando in un intervento del governo centrale al fine di vagliare le possibili soluzioni”.

“L’esecutivo – conclude la parlamentare azzurra – può decidere se accogliere le richieste della provincia e far tornare la SP86 tra le strade di competenza statale, in modo da poter intervenire direttamente per risolvere la situazione o comunque agire in base alle attuali competenze. Di certo a Roma non possono restare a guardare, perché ci sono intere comunità, famiglie, lavoratori e studenti che chiedono risposte”.

 

 

 

 

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