Home Politica Politica regionale: il Movimento Cinque Stelle chiede il posto per Patrizia Manzo all’interno dell’Ufficio di Presidenza.

Politica regionale: il Movimento Cinque Stelle chiede il posto per Patrizia Manzo all’interno dell’Ufficio di Presidenza.

Politica regionale: il Movimento Cinque Stelle chiede il posto per Patrizia Manzo all’interno dell’Ufficio di Presidenza.
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“Rinunceremo a qualsiasi indennità agiguntiva”, cosi Andrea Greco.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MOVIMENTO CINQUE STELLE MOLISE

 

 Il 22 aprile scorso, il MoVimento 5 Stelle si è confermato prima forza politica del Molise con numeri incontrovertibili. A deciderlo sono stati i cittadini. Per questo motivo ora siamo pronti ad entrare nell’Ufficio di presidenza: il posto giusto per assicurare un controllo migliore della macchina amministrativa. Il luogo adatto a garantire maggiore trasparenza.  È infatti da lì che si controlla il rispetto del regolamento interno, che si tutela l’esercizio dei diritti dei consiglieri, che si assicura il buon andamento dei lavori di Commissione. Ed è sempre lì che si programma l’ordine dei lavori del Consiglio o che che si predispone lo stato di previsione della spesa per il funzionamento di Consiglio, Commissioni, Gruppi e uffici annessi. Storicamente, una delle due vicepresidenze del Consiglio è andata alle forze di opposizione, in particolare alla più votata di tali forze. Naturale, quindi, che questa carica vada al MoVimento 5 Stelle.

 Per questo, stamattina, una delegazione M5S ha incontrato il presidente della Regione, Donato Toma, per sottoporgli una proposta chiara e semplice: Patrizia Manzo vicepresidente del Consiglio regionale. Patrizia è la persona giusta per ricoprire tale ruolo, in quanto è già stata portavoce in Assise per 5 anni ed è stata la più votata in tutto il Molise, quindi conosce bene la macchina amministrativa e ha ricevuto un’investitura popolare che va riconosciuta e certificata.

 La nostra entrata nell’Ufficio di presidenza sarà a costo zero. Possiamo annunciare già ora, infatti, la rinuncia a tutte le indennità aggiuntive.  Sappiamo bene che in partenza possiamo contare solo sui 6 voti dei nostri portavoce, ma non vogliamo credere che centrodestra e centrosinistra chiuderanno la porta in faccia a 65 mila cittadini che ci hanno scelto alle elezioni.

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