Home Sanità Pozzilli: emicrania e ciclo ormonale femminile. Nuove strategie per aiutare i pazienti. Se ne discuterà all’I.R.C.C.S. Neuromed.

Pozzilli: emicrania e ciclo ormonale femminile. Nuove strategie per aiutare i pazienti. Se ne discuterà all’I.R.C.C.S. Neuromed.

Pozzilli: emicrania e ciclo ormonale femminile. Nuove strategie per aiutare i pazienti. Se ne discuterà all’I.R.C.C.S. Neuromed.
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POZZILLI. Venerdì 6 maggio 2016, a partire dalle ore 9.30 presso la Sala Conferenze del Parco Tecnologico I.R.C.C.S. Neuromed si terrà un Corso di Educazione Continua in Medicina (ECM) dal titolo “Ormoni femminili ed Emicrania: una convivenza conflittuale”. Rivolto soprattutto a Medici di base, Neurologi e Ginecologi, il corso, la cui iscrizione è gratuita, vede come Responsabile Scientifico la dottoressa Anna Ambrosini, Responsabile del Centro Cefalee Neuromed.

Le cefalee rappresentano il disordine neurologico più diffuso, eppure non c’è un’adeguata consapevolezza da parte di chi ne soffre, né, a volte, da parte degli stessi medici. Se non adeguatamente trattato, questo disturbo può peggiorare e, con il passare del tempo, i normali antidolorifici diventano inefficaci portando ad una situazione di tipo cronico.

In questo ambito una delle forme di cefalea più conosciute dal grande pubblico è l’emicrania. Spesso erroneamente considerata come sinonimo di cefalea o mal di testa, l’emicrania è una vera e propria sindrome, e rientra tra quelle “disabilitanti”, capaci cioè di provocare una decisa diminuzione della qualità della vita. Non c’è solo dolore. Il dolore è solo uno degli aspetti dell’emicrania. E’ un quadro complesso, nel quale può addirittura accadere che altri fattori (ad esempio la nausea, spesso presente, il vomito, la fotofobia e la fonofobia) diventino più importanti del dolore nel limitare la vita quotidiana del paziente.

Locandina evento
Locandina evento

L’emicrania ha una forte predisposizione familiare, con numerosi geni identificati come probabilmente coinvolti. Ma non basta la genetica: perché la crisi emicranica si manifesti è necessario che si verifichi un evento “trigger”, scatenante. Nel 30% dei casi può trattarsi di alcuni cibi, oppure qualche variazione nelle abitudini quotidiane, come svegliarsi più presto o più tardi del solito. Per le donne il discorso è anche più complesso: soffrono di questo disturbo circa tre volte di più rispetto agli uomini, e questa elevata prevalenza femminile è molto più marcata durante l’età fertile, mentre tende ad equipararsi a quella maschile durante l’infanzia e nella terza età.

“Un ruolo fondamentale nel genere femminile – spiega la dottoressa Ambrosini del Centro Cefalee Neuromed – lo giocano le fluttuazioni ormonali che si verificano durante il ciclo mestruale: moltissime donne affette da emicrania vedono comparire le prime crisi in epoca puberale. Successivamente lamentano crisi più gravi, o di maggior durata, nel periodo peri-mestruale (spesso di difficilissima gestione farmacologica) e riferiscono poi un peggioramento nel periodo peri-menopausale. Invece si possono avere miglioramenti significativi durante le gravidanze e dopo la menopausa. Sono pazienti spesso difficili da gestire con i comuni antidolorifici e terapie di profilassi”. Proprio queste variazioni delle manifestazioni emicraniche nel corso del ciclo sessuale femminile saranno oggetto del corso ECM di venerdì, durante il quale saranno chiamati diversi specialisti, a partire da quelli del settore endocrinologico e ginecologico, per illustrare fisiopatologia e farmacologia del ciclo sessuale femminile. Tra i relatori, inoltre, specialisti neurologi con il compito di illustrare le influenze degli ormoni sessuali femminili sul cervello. Infine, specialisti nel settore specifico delle cefalee affronteranno la questione di come proprio le influenze ormonali possano giocare un ruolo nell’emicrania e come sia possibile gestire questa patologia attraverso la modulazione farmacologica degli effetti degli ormoni femminili. Questo evento ECM si prefigge quindi di aiutare i Medici di base, Neurologi e Ginecologi a seguire con maggior perizia le pazienti cefalalgiche, spesso difficili da gestire con i farmaci antidolorifici e le terapie di profilassi comunemente in uso.

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