Home Sociale Filignano: “Arte in Casa”, ancora un grande successo nel borgo Cerreto. Tanti gli appassionati che hanno visitato le opere di Franchitti, Capaldi e Verrecchia.

Filignano: “Arte in Casa”, ancora un grande successo nel borgo Cerreto. Tanti gli appassionati che hanno visitato le opere di Franchitti, Capaldi e Verrecchia.

Filignano: “Arte in Casa”, ancora un grande successo nel borgo Cerreto. Tanti gli appassionati che hanno visitato le opere di Franchitti, Capaldi e Verrecchia.
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FILIGNANO. Promesso e fatto! Si è rinnovato domenica l’appuntamento “ARTE IN CASA”  nel Borgo di Cerreto del comune di Filignano che l’anno scorso ha cominciato il suo percorso tra il consenso e la partecipazione di una folta schiera di appassionati e curiosi del vivere in stile.  E, come promesso/minacciato, la ripetizione dell’evento è stata mantenuta/ attuata:  il nuovo appuntamento, spinto e sollecitato da chi l’esperienza l’ha vissuta per la prima volta, si è rinnovato con Roberto Franchitti e Raphael Capaldi che aprendo e mettendo a disposizione ancora una volta le proprie case e gli spazi esterni hanno riproposto l’ incontro all’insegna dell’ospitalità. Stavolta l’invito è stato raccolto da una nutrita schiera di gente eterogenea unita dalla serenità e dalla spensieratezza derivante dalla voglia di passare un pomeriggio insieme intorno a un buon bicchiere fresco nella calura di un’estate calda come mai negli ultimi anni. ARTE-IN-CASA-2

Paradossalmente la gente locale stavolta si è vista soverchiare da una più consistente folla di esterni  che ha scoperto un’oasi di delicatezza spirituale in cui il piacere dell’incontro si è sovrapposto  al gusto per la cultura: così, grazie alle oltre 250 presenze, l’evento artistico si è trasformato nell’intento  di aggregare  tutta quella gente dallo spirito ricco che i due promotori annoverano in forma singola. Resta nel loro intento  l’uso primario di queste manifestazioni quale mezzo che, al pari di un chimico, metta insieme gli elementi per farli reagire in forma propositiva e costruttiva. Ecco allora che tra studenti d’arte del programma ERASMUS, architetti e ingegneri stagisti inviati da Cuba, esperti d’arte e galleristi d’oltralpe e d’oltreoceano, sindaci di comuni vicini, presidenti di associazioni, tutti insieme, dismesse fasce tricolori, mostrine e galloni, hanno vestito i panni della semplicità  e si sono incamminati lungo il percorso indicato dalla linea della creatività per passare da una casa all’altra. In più: le diverse etnie che per ormai tradizione consolidata si ritrovano nel comune hanno creato un coacervo di discorsi in lingua italiana, francese , inglese, americana e spagnola con inserimento di svedese che, tra le suggestioni e le installazioni che Roberto e Raphael hanno sapientemente saputo allestire, ha creato un ambiente multietnico di indubbio fascino. Dice Stefania: “Non sembra proprio di essere in un piccolo centro appenninico! “. Non solo: come promesso, quest’anno i due promotori hanno esteso la capacità espressiva dell’evento coinvolgendo un nuovo personaggio, Fabrizio Verrecchia, un giovane studente d’arte che con le sue installazioni digitali ha dato un nuovo impeto di freschezza aggiungendo una visione attuale delle espressioni artistiche secondo i dettami delle nuove tecnologie. ARTE-IN-CASA-1

E ancora: si è inserito all’ultimo istante, dunque in perfetta linea con l’intento di provocare una reazione ovunque e comunque , in qualsiasi momento, il lavoro di Eugenio Verrecchia che,  attraverso l’uso dei nefasti ricordi lasciati dal percorso bellico in loco, mantiene vivo il monito a non ripetere gli errori proprio lì lungo la strada di collegamento tra le due case e che è stata oggetto di attenzione del percorso del male. Schegge e reperti bellici si sono assemblati quasi risucchiati da un magnete che come un artista ha materializzato figure riconducibili ai fantasmi che hanno accompagnato la generazione post bellica. Le sculture “sui generis” espresse con l’uso di materiali molteplici e fuori dai canoni accademici  di Roberto, nonché i dipinti su tela che attraverso i colori i personaggi e le tematiche espresse in visioni poetiche e suggestive di Raphael e, ancora, le espressioni creative in trascrizioni digitali di Fabrizio e  gli assemblaggi di saldatura di Eugenio si sono fronteggiate, provocate e sfidate per un confronto in cui gli spettatori hanno rivestito un ruolo di co-protagonisti nel coinvolgimento di scambio d’idee e di punti di vista tra loro e con gli artefici delle opere, in cui l’espressione creativa ad un certo punto si è rivelata solo come una secondaria fondamentale scenografia in cui l’invitato diviene il protagonista primario .

Ben venga allora il prossimo appuntamento nel quale sono previste/minacciate delle novità d’eccezione per un incontro nuovo mirata al rigetto dell’idea della fotocopia per proporre, nello spirito dell’arte, la novità provocatoria al fine di crescere insieme coinvolgendo persone che non sono solo innocui spettatori. Alla prossima , allora, ed è una minaccia!

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